Capitolo Ventesimo
I tesori della
Selva di CHIAIANO
i funghi – la legna – le castagne
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Entrata della selva di Chiaiano |
Perché distruggere il tesoro dei suoi prodotti tipici, che
rappresenta l’immenso naturale dono, “ i funghi, le castagne, le tante erbe
medicinali” che si possono trovare e raccogliere nel sottobosco della Selva di
Chiaiano, dove annualmente nelle sue lussureggianti colline si sviluppano
spontaneamente durante tutte le stagioni dell’anno?
E’ una domanda, che, chi
non conosce Chiaiano, non sa o gli fa comodo non rispondere.
E’ forse solo uno sprovveduto, chi potrà dire
è colpa della civiltà dei consumi, è il progresso con tutte le sue
implicazioni: adducendo giustificazioni, perché costretti da eventi non più procrastinabili,
come l’emergenza rifiuti e per questo l’unica soluzione praticabile, era
requisire il terreno della Selva per farlo diventare un immondizaio.
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Discarica di Chiaiano aperta il 7/2/2009 |
Distruggere questo patrimonio naturale è da criminali, ma
è mia convinzione sempre più, che la natura non perdona, farà sì che questi
scellerati pagheranno il loro misfatto, implorando inutilmente comprensione.
Eppure tante generazioni hanno potuto godere i benefici,
provenienti dal fogliame sempre verde dei castagneti durante le stagioni estive fino
all’autunno inoltrato, facendo lunghe passeggiate ossigenandosi ed ammirando la
bellezza della natura, che, senza chiedere nulla, ogni anno si rinnova e dona i
suoi migliori prodotti, quali : (i funghi, le castagne, la legna, frutti varipinti di bosco ed alcune erbe medicinali).
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Porcino della Selva di Chiaiano |
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Alcuni funghi bianchi (detti fungecchie, 'e peperinie) |
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Ovulo della selva (amanita cesarea) detto 'o ruocele |
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porcino buono / detto Cerefoglie) |
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Manelle 'e Gesù (clavaria rosa) |
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I tassi (porcino che diventava bluastro) (boletus lurido) |
Iniziamo dai Funghi, come dalle nostre parti vengono
meglio definiti e detti "‘e funge, ‘e fungetielle, e fungecchie, ‘e
peperinie, ‘e ruocele, ‘e cerefoglie, ‘e tasse, ma i più interessanti e
quelli più ricercati sono " 'e Capenire " come implorati
nella filastrocca :
“Madonna de’ Gesine, fammee truvà ‘nu capenire, Madonna
de’ Janneste fammene truvà na bella ceste, tu ca si tante putente, famme contente,
m’abbasta pure sule ‘na ‘nzerta
Grazie madunnella mia”
(la traduzione in
italiano è “ Madonna della Masseria delle Cesinelle, fammi trovare un porcino,
Madonna delle Ginestre fammene trovare un intero cesto, tu che sei tanto
potente, accontentami, mi basta anche se me ne fai trovare uno soltanto, che
infilzerò in un inserto di felce, Grazie madonnina mia.
Con questo canto ci s’inoltrava e ci s’inoltra tuttora
anche se il tabernacolo della madonnina, che s’ammirava nello spiazzo sopra il
ponte che portava alla Masseria delle Cesinelle, è stato derubato anche delle
mattonelle, che raffiguravano l’immagine della Madonna ed è rimasto attualmente
solo un monumento di pietra, che indica il posto dove si trovava.
Famigliole intere s’inoltravano per il passato nella Selva di Chiaiano, per
trascorrere una giornata all’aria aperta, era una vacanza necessaria per
ritemprarsi in qualsiasi periodo dell’anno, tranne quello invernale, perché
l’intera boscaglia diventava una sorta di fiumiciattoli, che invadevano le
straducole e le mulattiere, mentre in autunno ci si cimentava a raccogliere
castagne, cadute dagli alberi nei loro scrigni acuminati, (i cardi),
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'o cardo ( pagnocchia spinosa che racchiude le castagne) |
e violette
profumatissime, di cui se ne facevano dei bei mazzetti di ciclamini odorosissimi, detti pure “spaccatiane”.
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Ciclamini ('e spaccatiane) della selva di Chiaiano |
La gioia più grande dell’intera escursione nel bosco rimaneva sempre quella di
portarsi a casa i deliziosi doni della selva, i gustosissimi funghi porcini e
dulcis in fundis anche gli ovuli. (‘e ruocele).
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porcino detto pure capenire |
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ovuli ( ' e ruocele) amanita cesarea |
I funghi nostrani, per lo
più i porcini, s’incominciano ad intravedere, quando fanno capolino tra i raggi
di un tiepido sole autunnale sotto le latifoglie largamente presenti nel
territorio della Selva di Chiaiano. E’ uno spettacolo sublime vedere la nascita
di un prelibato porcino (‘o capenire), che appartiene alla commestibile
famiglia dei funghi boleti, il cui nome scientifico ed
altisonante è “Boletus aereus”.
‘0 CAPINIRE
Questo tipo di porcino è definito addirittura reale, per
il suo cappello vellutato scuro, che somiglia ad una regale veste, poi con la
sua carne bianca e soda profuma inconfondibile il sottobosco dell’intera selva.
E’ un fungo di specialità termofila, perché ama svilupparsi su terreni caldi ed
asciutti e per questa particolare vocazione si distingue dagli altri suoi
simili, rendendone una specie eccelsa.
Si consuma fresco per preparare pietanze a base di questi
prelibati funghi e sono utilizzati principalmente per condire primi o come un
ricco contorno per i secondi a base di carne, od essiccato e conservato
sott’olio o sott’aceto per conservarlo più a lungo e per gustarne il sapore
durante tutto l’anno.
scuola nel
pomeriggio, così me ne beai con i compagni della Un ricordo indelebile di una raccolta avvenuta, per puro
caso capitatomi, di due magnifici esemplari di funghi porcini di dimensione
enormi con l’amico compagno di scuola Ciruzzo Montesano di Polvica, era il 31
ottobre del 1953, giacché correndo su e giù per le scarpate della selva nei
pressi della Cava dei Briganti, (meglio conosciuta come ‘o Monte de’ Brigante).sentiero
non eccessivamente battuto dai cercatori di funghi nostrani, inciampai in una
ceppa di porcini del tutto inusuali, vecchiotti, ma pieni di carne bianca con
un grande cappello scuro, che quasi si confondeva con l’abbondante fogliame,
sparso sull’asciutto terreno boschivo. Riuscii a farmi preparare con questa
ceppa di porcini, una volta giunto a casa, un’abbondante merenda, perché me li
feci friggere con cipolle ben consumate in abbondante olio d’oliva e li
consumai con due fette di pane fresco. A quell’epoca, si andava a classe per il mio fiuto di
cercatore di funghi, in quella memorabile avventura nei sentieri della Selva di
Chiaiano.
Che dire degli altri funghi tutti per lo più commestibili,
anche se non di prelibata qualità, come le fungecchie, dette anche ‘e
peperinie, quelle, con gambo e cappella, bianche, nome scientifico agarici e
russulelle (le russole) e manelle ‘e Gesù Criste (spugnole bianche o rosastre).
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Agarico bianco ( detta fungecchia o peperinia) |
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Russula ermetica, ( 'a russulella) |
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Clavaria bianca ( 'e manelle 'e Gesù Criste) |
Nei giorni antecedenti le
festività natalizie, si andava nella selva a raccogliere erbe particolari, come
le felci dette ‘a restina ed ‘a ruscata,
pianticelle con foglioni sempre verdi e con fiorescenze a palline di colore
rosso, nonché ‘o pellicce, muschio fresco di colore verde scuro
per rappresentare viottoli e selciati per adornare il presepe nel simulare i
luoghi, dove nacque Gesù
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Felci di bosco ( 'a restina) |
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Felci di bosco ( 'a restina) |
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Erba pungitopo ( a ruscata) |
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Muschio per presepe ( 'o pellicce) |
Il tesoro più concreto
era la legna che si ricavava dal taglio degli alberi di castagno più vecchi,
che erano utilizzati per fare travi, travetti, botti, tini, travicelle come ‘e
chiancarelle, in italiano dette panconcelli (chiancarelle) piú o meno sottili assi trasversali di legno
di castagno, assi che poste di traverso sulle travi portanti facevano da supporto ai solai e alle pavimentazione delle stanze.
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Tronchi di alberi per fare Chiancarelle |
con il taglio degli alberi più giovani “ ‘e vaccelle” ridotti a
sfoglie, si costruivano un’infinità di contenitori (cesti, panari, sporte,
sportoni, connole, terzaroli, fescene)
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fasciame di castagno per fare cesti |
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ceste varie con fasciame di castagno (le vaccelle) |
con i rami secchi, che s’intrecciavano
al fine di fare degli inserti da ardere, le note fascine per alimentare il
fuoco nel forno.
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Fascine di castagno della selva di Chiaiano
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Mora di bosco della selva di Chiaiano |
Continuerà con nuovi capitoli appena sarà possibile
E’ gradito un commento d’incoraggiamento a proseguire
Lungo excursus, interessante per chi non conosce i luoghi, a sostenere una causa che vi vede protagonisti da mesi ormai, a salvaguardia e tutela del territorio. Continua, entrambe le iniziative...
RispondiEliminaUn caro saluto.
Carmen
sei stata molto cara, e mi incoraggi con le tue belle parole a continuare.
RispondiEliminagrazie grazie di cuore, possa essere l'anno nuovo pe te prodigo di tante tantissime soddisfazioni. a presto
sasà
Ah si questo mi è piaciuto,la prossima volta leggerò quando mi capita con più attenzione gli altri intreventi,ma ho solo dato 1 occhiata ai primi 20 righi di ogn'uno.Tutto quello che abbiamo in qst regione,ma quello che abbiamo noi napoletani dovrebbe esserci d'aiuto,ma...il bello in questi testi è la passione che ci metti e il tempo che dedichi ed è questo forse che arriva molto a chi li legge,almeno è arrivato a me!Zio io vado,continua a scrivere!
RispondiEliminache bella passeggiata nella selva ,e quanti ricordi,papà ci portava a tutti e quattro figli e ci insegnava come e dove trovare e fung,che bello ,grazie di cuore,ciao- Maria schiattarella
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