La madonna 'e Vasce 'o Ponte - a Chiaiano.
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La madonna della " Pietà di Michelangelo Buonarroti" riprodotta nella cappella votiva a Chiaiano giù al ponte di via A, Cocchia |
Ad un esplicita
richiesta fattami qualche giorno fa, da un carissimo amico Chiaianese, La
richiesta era ; chi fece edificare la Cappella votiva, che si
può ancora ammirare, nota come “ ‘a Maronna ‘e Vasce ‘o Ponte”, giù sotto il ponte di Via Aldo Cocchia, che prosegue poi per via della chiesa verso la parrocchia di
San Giovanni Battista a Chiaiano; desidero sapere qualcosa di storico, di vero
accertato ?
Facendo le dovute
ricerche storiche e facendomi aiutare con meravigliose foto del mio amico , Ferdinando, e da mio figlio Vlady
traccerò una attendibile scenografia
della nascita della Cappella e
chi la volle nel lontano 1724 per rendere, come biglietto da visita
nell’ospitare nel proprio feudo; come era solito fare in quel periodo, mostrare
la più perfetta devozione alla religione imperante, quella cattolica. Gli accoglienti visitatori del
principesco palazzo della famiglia
Caracciolo che avevano fatto costruire a Chiaiano per risiedervi e per potervi godere un’atmosfera
rurale della fertilissima zona a Nord-
est del capoluogo campano .
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Via ponte Caraccilo di Castagneto visto da Via Chiesa di Chiaiano |
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Cappella votiva di Via Aldo Cocchia a Chiaiano
raffigurante la Pietà di Michelangelo voluta
dai Principi Caracciolo di Castagneto
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Via Aldo Cocchia con il Ponte Caracchiolo di Castagneto |
Il casale di Chiaiano
era un rigoglioso terreno agricolo e come tutta la zona a nord est di Napoli,
faceva parte dell’esteso territorio cosiddetto “
Demanio del Regno di Napoli “.
Tutto iniziò quando i casali del
Demanio Reale del Regno di Napoli,
furono messi in vendita dal Vicerè - il Conte di Monterrey, Manuel de Acevedo y
Zuniga, (marito di Leonora Maria de Guzman) nel 1631 per ringraziarsi il potere
insaziabile del Regno spagnolo. per sostenere le guerre di successione nei vari
stati europei - di quel periodo storico, (come la famosa guerra del 30 anni tra
la Francia e la Spagna), come ci è stato
tramandato e come è stato riportato dettagliatamente da scritti, pubblicati da
eminenti storici dell’epoca.
Di quel periodo,
infatti, come il casale di Marano, fu venduto al Marchese di Cirella, Don
Antonio Manriquez nel 1631, quello di Fratta(maggiore) al Medico Bruno, e nello stesso anno anche i casali di Miano e Mianello furono appannaggio della Contessa Gambatesa.
Il casale di Polvica, che comprendeva il territorio agricolo boschivo della Toscanella, Marianella fino ai Camaldoli, separato da quello di Chiaiano, fu acquistato dal Principe Giovan Battista Salernitano, mentre solo nel 1637 quello di Chiaiano, che era un territorio molto vasto e comprendeva un insieme di masserie sparse, come quelle di Campodisola, del tirone, del Torriciello, della Vialleta, confinanti coi i casali di Marano , Mugnano e Miano-Piscinola . fu infeudato alla famiglia nobile dei Caracciolo,
Dinastia dei Caracciolo di Castagneto. Padroni e Signori del feudo demaniale “ Chiaiano “Il primo Caracciolo, di cui si ha notizia , quale padrone di Chiaiano fu Don Francesco Caracciolo ( nato a Chiaiano Il 16- 4-1695 e morto il 6-6-1743) di cui è conservata la lapide sepolcrale dietro l’altare. maggiore della chiesa di San Giovanni Battista di Chiaiano. Fu lui che comprò il feudo di Castagneto, titolo derivante dalla moglie, donna Giuseppa d’Amato, che l’aveva ereditato dal padre Filippo, Signore di Castagneto e pertanto potè fregiarsi di tale onorificenza quale “ 1° Principe di Castagneto”, concessione ottenuta con diploma imperiale del 29-2- 1724. in quell'anno sicuramente fu fatta costruire la cappella votiva sotto il ponte, chiamato da quel momento- ponte di Castagneto-, che portava all'ingresso del palazzo dei Caracciolo.
Altri eredi in linea successoria che si potettero fregiare del titolo onorifico " Principe di Castagneto" furono :
Il casale di Polvica, che comprendeva il territorio agricolo boschivo della Toscanella, Marianella fino ai Camaldoli, separato da quello di Chiaiano, fu acquistato dal Principe Giovan Battista Salernitano, mentre solo nel 1637 quello di Chiaiano, che era un territorio molto vasto e comprendeva un insieme di masserie sparse, come quelle di Campodisola, del tirone, del Torriciello, della Vialleta, confinanti coi i casali di Marano , Mugnano e Miano-Piscinola . fu infeudato alla famiglia nobile dei Caracciolo,
Dinastia dei Caracciolo di Castagneto. Padroni e Signori del feudo demaniale “ Chiaiano “Il primo Caracciolo, di cui si ha notizia , quale padrone di Chiaiano fu Don Francesco Caracciolo ( nato a Chiaiano Il 16- 4-1695 e morto il 6-6-1743) di cui è conservata la lapide sepolcrale dietro l’altare. maggiore della chiesa di San Giovanni Battista di Chiaiano. Fu lui che comprò il feudo di Castagneto, titolo derivante dalla moglie, donna Giuseppa d’Amato, che l’aveva ereditato dal padre Filippo, Signore di Castagneto e pertanto potè fregiarsi di tale onorificenza quale “ 1° Principe di Castagneto”, concessione ottenuta con diploma imperiale del 29-2- 1724. in quell'anno sicuramente fu fatta costruire la cappella votiva sotto il ponte, chiamato da quel momento- ponte di Castagneto-, che portava all'ingresso del palazzo dei Caracciolo.
Altri eredi in linea successoria che si potettero fregiare del titolo onorifico " Principe di Castagneto" furono :
Don Nicola Caracciolo,figlio di Gaetano (nato a Chiaiano il 24-1-1758 ed ivi morto il 1-12-1821) - fu il 3° Principe di Castagneto dal 1800;
Don Nicola Caracciolo, figlio di Nicola ( nato a Chiaiano il 14-7-1809 - morto a Roma 20-11-1869) fu il 4° Principe di Castagneto dal 1821;
Don Gaetano Caracciolo, figlio di Nicola (nato a Napoli il 18-12-1837 , e morto il 20-3-1909)- fu il 5° Principe di Castagneto dal 1869;
Don Gaetano Caracciolo, figlio di Gaetano ( nato a napoli il 16-6-1879 - morto a Budapest-12-12-1923)-fu il 6°Principe di Castagneto dal 1909.
Don Carlo Caracciolo, figlio di Gaetano ( nato a Bruxelles il 27-2-1911 e morto a Napoli il 7-6-1938) e fu il 7° Principe di Castagneto dal 1923;
Don Filippo Caracciolo, figlio di Carlo ( nato a Napoli il 4-3-1903 e morto a Roma il 16-7-1965) - fu il 8° Principe di Castagneto dal 1938, sposò a Firenze Margaret Clarke l’ 8- 1-1925;
Don Carlo Caracciolo, figlio di Filippo ( nato a Firenze il 23-10-1925 ) e fu il 9° Principe di Castagneto dal 1965, Editore e celebre industriale, sposò il 1996 Donna Violante Visconte di Modrone.
Come non ricordare, lnfine, gli ultimi Caracciolo di Castagneto, che possono fregiarsi di tale titolo onorifico e sono tuttora viventi:
Donna Marella Caracciolo , figlia di Filippo Caracciolo di Castagneto, (nacque a Firenze il 4-5-1927) nel 19-11-1953 sposò a Stoffen il senatore della Repubblica Italiana, Giovanni Agnelli, il presidente della Fiat ( nato a Torino 12-3-1921 ed ivi morto il 24-1-2003).
Don Nicola Caracciolo , figlio di Filippo Caracciolo di Castagneto, (nacque a Firenze il 19-5-1931) nel 1963 sposò a Montreal Giuditta Trenholme, dopo aver divorziato si risposa con Rossella Sleiter.
Il Palazzo principesco dei Caracciolo
di Castagneto, di via Aldo Cocchia a Chiaiano, raggiunse nel Settecento il
massimo splendore ad opera e dalla grazia della duchessina De Julis,
consorte di Don Gaetano Caracciolo, "2° Principe di Castagneto", che
lo fece diventare un’oasi di serenità e di un confortevole ambiente rurale.
Tale palazzo inizialmente era
costituito da un ampia corte centrale, dove s’affacciava dal primo piano tutto
intorno un ballatoio che dava accesso a varie camere per gli ospiti. L’imponente mole
dell’intero palazzo a forma circolare comprendeva nella sua struttura vari
locali al piano terra, dove erano alloggiate la servitù e di fronte parallelamente
stalle per gli animali da utilizzare per il traino di carrozze, mentre la parte
alta terminale dello spazio della corte c’era l’appartamento dei Principi e la
loro famiglia.
Il Palazzo , infine , aveva una
piccola appendice, un ponticello che dava accesso ai giardini adiacenti il
feudo, che portava prima all’edificio di
servizio rurale, denominato “ ‘a Purchiera”, dove si allevavano i maiali e poi immetteva
su uno stradone di ghiaia di circa 300 metri che portava al Casale di Campo d’Isola .
Fino al 1828 la Famiglia Caracciolo , risiedette nel principesco palazzo, dopo il suo abbandono , l’intera proprietà fu divisa in vari appartamenti che i vari proprietari ne hanno stravolto la bellezza per superfetazioni, che hanno guastato definitivamente l’aspetto estetico originale.
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Edificio rurale detto " 'a Purchiera"- |
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Casale di Campodisola |
Fino al 1828 la Famiglia Caracciolo , risiedette nel principesco palazzo, dopo il suo abbandono , l’intera proprietà fu divisa in vari appartamenti che i vari proprietari ne hanno stravolto la bellezza per superfetazioni, che hanno guastato definitivamente l’aspetto estetico originale.
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