domenica 8 luglio 2018

L'origine della ciliegia Arecca e la storia della sua produttrice.


            La ciliegia della Arecca                                
  la  produttrice "Caterina Manriquez"










La leggenda, poi, finita per diventare la vera storia del meraviglioso  frutto, prodotto nelle collinose campagne della città di Marano di Napoli, la famosa ciliegia  dell’Arecca, vuoi per la bravura dei coloni della zona, i Bayano, e vuoi per la competenza della nobile famiglia spagnola, padrone del rigoglioso possedimento,” I Manriquez ".


I Manriquez ottennero  il territorio di Marano, quando faceva parte del demanio reale del Regno di Napoli e fu messo in vendita dal Vicerè- il Conte di Monterrey, Manuel de Acevedo y Zuniga, (marito di Leonora Maria de Guzman) che nel 1631 ( per inviare cospicui tributi e personale da utilizzare come soldati), richiesti dal potere imperiale della Spagna,  per sostenere le guerre di successione nei vari stati europei - di quel periodo storico, (come la famosa guerra del 30 anni tra la Francia e la Spagna), come ci è stato tramandato e come è stato riportato dettagliatamente da scritti, pubblicati da eminenti storici locali . come il Barleri Peppe, Giacomo Chianese, Domenico De luca, Pasquale Orlando, curiosando tra le memorie di solerti sacerdoti nelle sacrestie  delle parrocchie della zona Nord di Napoli.. 

Tutto iniziò, quindi, nel periodo del Vice-Regno spagnolo di Napoli, esattamente durante il periodo, in cui era Re di Spagna e del Regno di Napoli, Filippo IV d’Asburgo ( dal 1621- al 1665) e suo rappresentate nel regno di Napoli , in qualità di Vicerè, il Conte Monterrey.

 
Re Filippo IV di Spagna ( re di Napoli) ( dal 1621al 1665)








Manuel de acevedo y Zuniga,  Conte di Monterrey
 (marito di Leonora Maria de Guzman)
 Vicerè di Napoli nel 1631












Per far fronte all’evenienze espansionistiche belliche spagnole, il vicerè dell’epoca ,il conte di Monterrey decise di concerto con i Nobili locali, (per soddisfare le pressanti richieste del Reame Spagnolo) di vendere alcune  città del Regno Napoletano e le consistenti Terre demaniali dei Casali della città di Napoli per poter accrescere le supreme Regalie.

 La città di Taverna in provincia di Catanzaro, infatti,  fu venduta al nobile Ettore Ravaschieri, Principe di Satriano, quella dell'Amantea in provincia di Cosenza al Principe di Belmonte, il Casale di Fratta(maggiore) al Medico Bruno, i casali di Miano e Mianello alla Contessa di Gambatesa, la città di Marano al Marchese di Cirella, Don Antonio Manriquez, e così si procedette per altri luoghi ed altre persone: e tutto ciò  cagionò disordini grandissimi.

I cittadini delle terre del Demanio Regale Napoletano, spesso,  non accettarono di essere soprastati e sottoposti a facoltosi acquirenti, che imponevano senza alcuna limite dazi e si davano ad eccessi autoritari, tanto che i Cittadini di tali territori, chiusero o sbarrarono  le Porte di Accesso ai compratori, (erano per lo più nobili), rifiutando di dar loro il possesso comprato, e facendo valere così  i loro antichi privilegi feudali, inerenti alle terre cosiddette del Demanio Regale, con liti legali, che producevano alla fine che loro stessi potessero pagare il prezzo di vendita fissato per la loro terra e rimanessero così territori liberi, per termini di giustizia, senza padrone, rimanendo  solo come Demanio Regale..



Entriamo nel merito cosa centra Marano e la storia della ciliegia dell’arecca con tutto questo :  è presto detto.











  La città di Marano, quindi, con la venuta a Napoli degli Spagnoli si trasformò in un territorio immenso agricolo cambiando  il proprio volto, da zona prettamente collinare, inglobando nel 1630 il casale di Quarto ed il territorio dell'attuale Monteruscello, in una zona estesa agricola oltre ad essere solo collinare , diventa anche pianeggiante e fu compresa interamente tra i Casali Demaniali del Regno di Napoli.
 A seguito di ciò, nel 1630 quando si decise di alienare i casali, quello di Marano fu venduto a don Antonio        Manriquez, marchese di Cirella, che ne divenne il proprietario con tutta la sua famiglia ed alla sua morte successe nel 1631 il figlio Diego.
A Diego successe, poi, la  sorella Caterina (nel 1637), che fu la prima produttrice della famosa ciliegia Arecca , (narrazione che racconteremo  poi in seguito ) ed alla sua morte, nel 1690, successe Eufrasia Serbellone (figlia di Caterina Manriquez).
Il casale di Marano, alla morte di Eufrasia Manriquez Serbelloni, (Figlia di Caterina Manriquez, ultima principessa di Marano, avendo sposato Giovangeronimo Del Negro, conte di Quaranta e proprietario di vari casali e terre calabrese, come quelle di Motta Bovalino, Cirella acquisì anche tali dominii.

La proprietà di tutti questi beni acquisti a seguito di intrecci successori passò, poi,  alla figlia  Francesca Del Negro.

Francesca  del Negro, a sua volta, sposando Ferrante Spinelli della famiglia dei principi di Tarsia, gli trasmise anche le sue proprietà ereditate, tra cui il casale di Marano e quale, Contessa di Quaranta,  anche la terra di Motta-Bovalino ed i vari casali dopo la morte del padre Giovan Geronimo  Del Negro.

Alla morte di Francesca Del Negro, maritata Spinelli avvenuta il 1687), subentrò,   per effetto della feudalibus, sua figlia Caterina Spinelli, principessa di Tarsia.

Da CATERINA SPINELLI dei principi di Tarsia, rappresentane del predetto Ferrante Spinelli,  suo padre e legittimo amministratore, il 5 maggio 1689 anche della terra di Motta Bovalino e quella di Marano, come figlia primogenita ed erede in feudalibus della fu Francesca Del Negro predetta, deceduta a settembre 1687 (Reg. Sign. 82, f. 141 t.).che sposò il 16 gennaio 1700, Aniello Ettore Caracciolo, 3° Marchese di Barisciano , e da quel momento,  Marano divenne dominio della famiglia Caracciolo.

Alla morte di Caterina Spinelli, maritata Caracciolo, il 24 maggio 1704 Marano fu ereditato dal figlio Nicola Berardino Caracciolo che poté fregiarsi dl titolo nobiliare di Principe di Marano e  tale dominio  della Famiglia Caracciolo fini quando furono abolite le Universitas territoriali  e nacquero i Comuni.
Marano, quindi dal 1704 fu un feudo dei nobili Caracciolo. Nel 1806, però,  a seguito della riforma amministrativa operata sotto il regno napoletano di Giuseppe Bonaparte, il feudo fu abolito per far spazio alla nascente amministrazione comunale maranese. In seguito Marano seguirà le sorti dapprima del Regno delle Due Sicilie e poi dell'Italia


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Dopo l'edotta successione del dominio delle terre del Casale o meglio del Comune Di Marano interessioamoci  della Famosa ciliegia "Arecca" e della sua prima produttrice.

mercoledì 9 maggio 2018

l'attesa



L’ ATTESA


Comme è brutte  non tenerte  vicine,
vulesse sent’ a voce toia  almene
 ca me dicesse, non t’arraggià’
‘e avè pacienza, non me siente, ma sto ccà.

Pecchè nun putimme arrovuglià
‘o tiempe , o spazie e ‘a luntananza
e ne facimme na sola mappanza
e accussì  eliminamme li distanze.

si ‘o sace , nun se po’ realizzà
‘ e nu currive ca nun tene nu calmante
‘e sule fantasia ca vola pe’ l’arie senza se fermà
scitete, sasà,  guardete attuorne, ca nce pienza a fà.

Ti  è accuntentà  sule ‘e na parola doce
 scritta luntane  luntane assaje
a chi tene  due uocchie belle   appassuniate
ca  riescene cu tanta grazia  a farte sule suspirà.

lunedì 7 maggio 2018

Monete speciali in Euro




Le monete in euro, in circolazione dal 1º gennaio 2002, sono disponibili in 8 tagli, che spaziano da 1 centesimo a 2 euro. Ciascuna moneta ha sul rovescio una faccia comune a tutti i paesi dell'eurozona










e sul dritto una faccia specifica per ciascuna nazione.
Gli Stati membri possono coniare monete metalliche in euro con l'approvazione della Banca centrale europea     per quanto riguarda il volume del conio. 







All’Italia fu consentito di emettere una moneta da 2 Euro commemorativa solo dal 2004 per il 50° anniversario dell’istituzione del Programma Alimentare Mondiale con sede a Roma
 La moneta raffigurava il globo terrestre, inclinato a destra e recante l'iscrizione «WORLD FOOD PROGRAMME», da cui si ergono una spiga di grano, una spiga di mais e una spiga di riso, i tre cereali che rappresentano gli elementi fondamentali dell'alimentazione del mondo.









Dal 2004 per gli anni successivi fino al 2011, furono coniate ed emesse in circolazione monete commemorativi per il solo taglio di  2 euro  come segue :



2005 =  2 Euro   (“1º anniversario della firma della Costituzione europea)






2006 =  2 Euro    ( XX Giochi olimpici invernali di Torino )







2007 =  2 Euro    (50º anniversario della firma dei Trattati di Roma.)







2008 =  2 Euro    (60º anniversario Dichiarazione universale dei diritti umani )









2009 =  2 Euro    ( 200º anniversario dalla nascita di Louis Braille )







2010  = 2 Euro    ( 200º anniversario della nascita di Camillo Benso di Cavour)





2011  = 2 Euro    ( 150º anniversario dell'unità d'Italia )




Dal  2012 fino al 2018 è stato concesso all’Italia di emettere e coniare monete metalliche da 2 Euro per due avvenimenti commemorativi invece di uno come di seguito elencate:.



2012  = 2 Euro    (10º anniversario della circolazione di banconote e monete in euro)








           2012 = 2 Euro    (100º anniversario della morte di Giovanni Pascoli)




2013  = 2 Euro    (200º anniversario della nascita di Giuseppe Verdi )




20132 Euro    (700º anniversario della nascita di Giovanni Boccaccio )


2014  = 2 Euro    (200º anniversario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri )




2014 = 2 Euro ( 450°anniversario della nascita di Galileo Galilei)









2015  = 2 Euro    (Expo 2015 di Milano




2015  = 2 Euro    (750º anniversario della nascita di Dante Alighieri)










2015  = 2 euro        (30º anniversario della Bandiera europea )
 



 
2016 =  2 Euro (2200° anniversario della morte di Tito Maccio Pluto)













2016  = 2 Euro    (550º anniversario della morte di Donatello)






2017  = 2 Euro  (400º an niversario  completamento Basilica di San Marco a Venezia )



2017  = 2 Euro  (2000°anniversario della morte di Tito Livio )

 









2018  = 2 Euro    (70º anniversario della Costituzione italiana



2018  0 2 Euro ( 60°anniversario dekll'istiyuzione del Ministero della Salute)




Agli Stati infine della zona euro è consentita l'emissione di monete commemorative da collezione con tagli diversi da quelli delle monete comunemente in circolazione. Queste monete, solitamente coniate in oro, argento o in altri metalli preziosi o rari come il niobio, hanno valore legale soltanto nel paese di emissione salvo casi particolari dovuto ad accordi precedentemente in vigore tra i singoli stati come, ad esempio, tra Italia, San Marino e Città del Vaticano. Di fatto queste monete, che solitamente hanno un valore intrinseco maggiore di quello facciale, non vengono utilizzate nella normale circolazione. Fra esse si hanno:
Monete da 5 euro,Monete da 10 euro,Monete da 20 euro.Monete da 50 euro


Monete d'argento in Euro coniate in ITalia


2017 = 5 euro d'argento (Antonio De Curtis in arte Totò)















2018 = 5 euro d'argento ( 100° anniversario della Costituzione Italiana)












Monete d'oro in Euro  coniate in Italia per collezionisti nei tagli :





 

2017 = 10 eruo d'oro ( imperatore Adriano e villa di Venere a Tivoli)




  

2005 = 50 eruo d'oro  della serie ( Europa dell'arte)