mercoledì 19 giugno 2013

Il libro di preghiere

Il libro, o meglio il libretto, delle preghiere per i vari momenti e occasioni della giornata; contiene preghiere di devozione ai santi, quelle del Rosario e della Via crucis, è noto con il nome di “Massime Eterne”
Massime Eterne, è uno dei più noti libri spirituali e fu composto da Sant'Alfonso Maria de' Liguori, dottore della Chiesa, nel lontano 1728

Libro di preghiere " Massime Eterne"
scritto da Sant'Alfonso Maria dei Liquori"

 
Libro di preghiere " Massime Eterne"
scritto da Sant'Alfonso Maria dei Liquori"

Massime Eterne, è uno dei più noti libri spirituali e fu composto da Sant'Alfonso Maria de' Liguori, dottore della Chiesa, nel lontano 1728.



il libro è un manuale di preghiera che raccoglie testi di celebrazioni liturgiche, pratiche di pietà, riflessioni e meditazioni. Nell'insieme le preghiere sono suddivise e raggruppate secondo tre criteri principali: a) i momenti della giornata; b) i sacramenti; c) le devozioni dell'anno liturgico. Il libro intende essere uno strumento di preghiera, un aiuto a intensificare i rapporti personali con Dio, a coltivare la vita spirituale anche dopo e oltre la partecipazione alla celebrazione liturgica. Ogni edizione è a caratteri grandi per facilitare la lettura.


Sono proposte le preghiere per i vari tempi dell'anno liturgico, che possono aiutare a vivere meglio il cammino cristiano.

 IL libretto delle Massime Eterne è utile per meditare e pregare con la Parola di Dio ed in esso sono riportati alcuni brani biblici.

L'opera è utile per la formazione e per la preghiera dei cattolici..

 Il libretto, generalmente lo si acquista in formato tascabile, contiene preghiere per i vari momenti e occasioni della giornata.

martedì 21 maggio 2013

IL mito di Anna perenna





IL mito di Anna Perenna





Nella mitologia romana esiste una divinità, che incarna un archetipo della Madre, ed è Anna Perenna.
Ella è una divinità antica di cui poco si conosce e quel poco è avvolto nel mistero.
Esistono diversi miti, o per meglio dire delle leggende su Anna Perenna che assumono spesso significati distanti e complementari. Ovidio infatti, racconta che un tempo c’era una vecchietta di Bovillae (l'origine del toponimo Bovillae.  deriverebbe da "bovis hillae" ("intestini di bue"): questo nome così strano narra di un bue offerto come vittima sarificale presso il tempio di Giove Laziale a Monte Cavo), che, mossa a compassione dei Plebei romani,  che si rifugiarono sul Monte Sacro, nel 494 a.C. abbandonando Il villaggio, dove vivevano, per opporsi alle continue vessazioni dei Patrizi (i cosiddetti Nobili Locali), che imperavano a quell'epoca, furono da lei aiutati a resistere nelle loro giuste rivendicazioni.
Il suo aiuto si concretizzò nel farli sopravvivere, rifocillandoli con alimenti da lei stessa realizzati, con prodotti   ricavati dalla terra, che coltivava in quel suo territorio, che poi, trasformava in cibo da poter essere consumato.
Per questi poveretti, infatti,  riuscì ad impastare pani ed a distribuirli a quella folla di disperati, priva di mezzi di sussistenza, perché scappati via dalle loro casupole senza portare alimenti, ne vettovagliamento per sopravvivere.
 In suo onore e in memoria di ciò, che lei fece, gli antichissimi popoli romani, le  dedicarono in seguito una statua alla quale veniva tributata una venerazione entusiastica. 
Qualunque sia la sua origine, questa dea romana era vista come la persononificazione femminile della terra, che presiedeva il corso dell’anno, e  che incarnava il perpetuo ritorno.
Da molti era considerata come l'identica precedente divinità etrusca della terra.
 
Anna Perenna ( Dea etrusca della fertilità)


 Anna Perenna si offre agli occhi moderni di una civiltà ormai disincantata, come una sorta di befana arcaica, che, come vedremo più avanti, si sostituisce a Minerva, insidiata da Marte, per ingannarlo divertendosi, e ci appare come ciò che resta della incarnazione di Annapurna, la Grande Madre.
La tradizione più comune, identifica con Anna Perenna, la sorella di Didone( la compagna innamorata di Enea, abbandonata), che dopo la tragica morte di questa, si rifugiò nell'isola di Malta, presso il re Batto, per sfuggire al fratello dispotico , Pigmalione,

Anna Perenna e la sorella Didone






Nuovamente costretta a prendere il mare, naufragò con la sua nave sulle coste del Lazio, dove incontrò, Enea , che in un primo momento la scambiò per Didone e per farsi perdonare l'ospitò amorevolmente
Ben presto Anna Prenna suscitò la gelosia della moglie laziale di Enea, Lavinia, che la sottoponeva a continue vessazioni, tanto che la poveretta avendo sognata la sorella Didone una notte, fuggì di nuovo e questa volta trovò riparo tra gli antri del fiume Numicio che la nascose e ne fece di lei una Ninfa, rendendola immortale. 

. A questi racconti Ovidio aggiunge i nomi di altre divinità, che potrebbero assimilarsi ad Anna Perenna, ma, prescindendo dall’elenco dèe che Ovidio ci propone, quel che richiama l’attenzione è il fatto che in entrambe le leggende brevemente presentate, Anna Perenna è originariamente una donna: una vecchietta bonaria nel primo caso; ed una principessa perseguitata nell’altro.
Si può dedurre sia nella religione romana, assai più che in quella greca, le divinità più potenti si celano spesso come esseri umani.
 Osservando meglio nei racconti di Ovidio, la vecchietta di Bovillae appare connessa al pane e quindi alle biade e al frumento. Essa protegge i plebei del Monte Sacro, come Cerere protegge la plebe Romana. Nessuna divinità più della Cerere Romana negli scavi è legata alla plebe, tanto che il celebre santuario dell’Aventino, dedicato a Cerere, Liber e Libera, fu eretto per commemorare la vittoria dei Plebei sui Patrizi,
Non a caso su una medaglia consacrata ad Anna Perenna, è incisa la figura di una Vittoria su una quadriga che avanza veloce come il vento, verso un orizzonte sereno. Sull’altro lato della moneta,sembrano essere effigiati un Càduceo che germoglia dalla terra e una stadera.
Medaglia trovata nesgli scavi Di Boville pressi i Parioli




Anna Perenna si può identificare come l'incarnazione di Annapurna, la Grande Madre.

“Annapurna” significa «piena di cibo», colei che nutre, epiteto che si può collegare nei secoli sia alla Diana di del tempio di Efeso dalle mille mammelle, considerato una delle Sette meraviglie del Mondo, che era adorata soprattutto come dea della fertilità. 
 
La statua di Diana del tempio di Efeso




Alla stessa stregua si può  collegare la Vergine Maria, poi dichiarata «Theotokos» (generatrice di Dio, non solo di un uomo), perchè generò il Pane di Vita, il Cristo che offrì Se stesso all’umanità da redimere.
La radice sanscrita «ann» (cibo) riappare nel termine latino «Annona» (chi si occupava di garantire rifornimenti e approvvigionamenti a Roma e la Dea romana del nutrimento e dell'abbondanza, raffigurata con un fascio di spighe tra le mani) e nel nostro «mercato annonario»



È probabile però che nei secoli il significato reale, vivo e teologico, di Anna Perenna sia andato mano a mano dissolvendosi, e che il popolo romano abbia unito l’idea di avere una dea, che nutriva e che si occupava dell’intero ciclo dell’anno con l’etimologia di «annus», facendo di lei una divinità dell'anno ritornante: durante la sua festa ci si augurava a vicenda di «annare perannareque commode», di passare un buon anno fino alla fine.

L’altra etimologia «amnis perennis» ne fece anche una divinità delle acque, venerata in una fonte di Roma.

Gli antichi Dei diventano per i romani, nel tempo, buffoneschi, «vecchi» e ridicoli proprio, perché hanno perso la loro forza temibile.
In qualunque modo sia giunta nel Lazio ed anche i Italia, questa divinità testimonia la presenza della Dea Madre in tempi arcaici, quando il suo culto legato alla terra e alla fertilità era sentito e onorato..
Ma chi era in realtà Anna Perenna? Alcuni   studiosi  sostengono   che  essa   fosse originariamente  una dea etrusca, che presiedeva alla crescita degli esseri  viventi,
In definitiva, Anna Perenna, questa divinità dallo strano nome si  può affermare chela sua etimologia proviene dal latino, dal verbo  “annare”, che significava “introdurre  nel nuovo anno” e “perannare” “accompagnare per tutto l’anno”. 
Si può concludere che Anna Perenna, era la Luna nuova, colei che   introduceva nel nuovo anno gli antichi Romani e li accompagnava con le sue fasi per  tutti i dodici mesi.  Era insomma l’immagine visibile della Grande Madre celeste che con la  sua luce abbracciava amorevolmente le creature terrestri nutrendole e proteggendole.
 I nostri sensi nel pensare ad essa dovrebbero essere impegnati al momento del pasto in un'unica direzione: odore, colore, sapore, rumore, un’immersione totale e consapevole del momento.
Molti ci inducano a meditare ed a capire la continuità  e la scorrevolezza delle nostre attività per conseguire il fine della nostra esistenza.
Quindi Anna Perenna rappresenta la migliore occasione dell’incontro con il cibo, materia viva ed espressione stessa dei principi della Natura..
Nutriamoci con più rispetto, consapevolezza e moderazione, sentiremo l’energia pura della vita entrare in noi ed Annapurna (Anna Perenna) dea benevola, amorevole nutrice, tornerà a sorriderci.
 

venerdì 17 maggio 2013

La fine di Cassandra

 La fine di Cassandra


Cassandra (1878) quadro  di Evelyn de Mprgan








 Il vocabolo cassandra è sinonimo di vaticinio non accettato, come lo fu la profezia dell'inganno del cavallo di troia e della caduta della sua città e non creduta, come avviene ogni qual volta che viene predetta, ma non accettata, una sciagura od un malanno.

 
Cassandra, profetessa troiana, figlia di Priamo:



Diciamo subito che Cassandra è figlia dei reali di Troia, Ecuba e Priamo, ed ha un fratello gemello di nome Eleno.
Per festeggiare uno dei tanti compleanni del Re, Priamo, fu celebrata una festa nel santuario di Apollo Timbreo ed al festino parteciparono anche i loro due figlioletti, Cassandra e il fratello gemello Eleno
I due gemellini durante il sontuoso banchetto, lontano dagli occhi dei propri genitori, si misero a rincorrersi divertendosi tutto attorno al santuario, finchè stanchi dal gioco, s'addormentarono all'interno dello stesso tempio, mentre i loro genitori li dimenticarono, abbacinati dalle continue inebrianti libagioni, specie di vino. La sera con tutto il loro seguito i reali troiani, se ne ritornarono alla reggia, dimenticando i due gemellini, che passarono, così, la notte nel santuario. Il mattino seguente, Ecuba, la regina loro madre, accortasi della mancanza dei due figlioletti, corse al tempio e urlò inorridita quando vide che i serpenti sacri del tempio stavano lambendo le orecchie dei bambini per purificarli. I serpenti subito si ritrassero, strisciando in un cespuglio d'alloro, (pianta sacra al Dio Apollo) e da quel momento, Eleno e Cassandra praticarono l'arte profetica.
Secondo un'altra versione, (quella di Apollodoro), Cassandra, quand'era giovane, un giorno si addormentò nel tempio e Apollo, apparsole all'improvviso, promise di istruirla nell'arte della profezia se avesse acconsentito a giacere con lui. Cassandra, accettò lo scambio e ricevette le lezioni del dio, ma una volta istruita, si sottrasse a lui venendo meno ai patto. Apollo allora  indispettito, le chiese  almeno un solo bacio e mentre Cassandra lo baciava, le sputò nella bocca per far sì che nessuno credesse mai a ciò che essa avrebbe profetizzato. Cassandra da quel momento, entrava in uno stato di trance estatica prima di fare le sue profezie, ma nessuno, neanche la propria famiglia, la credeva, anzi la considerava folle.
 Intantoi suoi avvertimenti vennero completamente ignorati dai Troiani, come l'inganno del cavallo e  la caduta della città, che sarebbe stata incendiata e poi distrutta.
Mentre Troia ormai caduta, bruciava, la povera Cassandra si rifugiò nel tempio di Atena aggrappandosi al simulacro ligneo che aveva sostituito il Palladio.



Odisseo e diomede che sottraggono il Palladio  
 Cratere trovato ad Apula (Reggio Calabria)( 360 - 350 a.C.)
               attualmente si trova al. Museo del Louvre di Parigi



                           

IL Palladio era una statua di legno, senza gambe, alta tre cubiti, che ritraeva Pallade, l'amica libica di Atena, reggente una lancia nella mano destra e una rocca e un fuso nella sinistra; il suo petto era coperto dall'egida.
La leggenda narra che Atena, uccidendo per sbaglio la compagna di giochi, come segno di lutto assunse ella stessa il nome di Pallade e fece costruire questa immagine, ponendola sull'Olimpo a fianco del trono di Zeus.
Durante il sacco di Troia, dopo la presa della città da parte dei Greci, Cassandra si rifugiò nel tempio di Atena. e si aggrappò al palladio, ma inseguita da Aiace locrese, figlio di Oileo, fu strappata con violenza dalla statua facendola rovesciare per terra, mentre con furia selvaggia  violentò la vergine principessa profetica, mentre l'immagine di Atena distoglieva gli occhi sgomenta dall'orrore.
Aiace il Locrese mentre rapisce Cassandra
                     Statua marmorea scolpita da Joseph Salomon nel 1886


 L'assemblea degli Achei, venuta a conoscenza dell'oltraggio, deciseo di condannare l'empio Aiace a morte per lapidazione, in modo da espiare il sacrilegio, che minacciava l'intera comunità, ma Aiace  riuscì ad evitare la morte correndo a rifugiarsi presso l'altare della stessa Atena.




Aiace rapisce Cassandra (cratere a volute del Pittore di Licurgo)
 (Museo Nazionale di Napoli) (360-350 a.C.))



           

 Durante la spartizione definitiva del bottino della guerra di Troia, Cassandra venne presa da Agamennone come concubina. Ella prima di allora era rimasta vergine, benché non le fossero mancati i pretendenti, in particolar modo Otrioneo, il quale aveva promesso a Priamo di combattere  a suo fianco per liberarlo dai Greci, ottenendo dallo stesso in caso di vittoria la concessione, come premio, la mano di sua figlia, Cassandra, la chiaroveggente. 
Otrioneo durante l'assedio della città di Troia, però, fu ucciso da Idomeneo. Intanto Cassandra divenuta schiava e concubina di Agamennone gli avrebbe dato due gemelli, Teledamo e Pelope.
  Agamennone, infine, lasciata Troia, prese la strada del ritorno in patria e portò la bella principessa troiana con sé a Micene, dove entrambi caddero per mano di sua moglie Clitennestra, per una congiura ordita con la complicità di suo cugino Egisto, che riuscì a tener vivo in lei un rancore inestinguibile, quello dell'uccisione del primo marito,Tantalo,che era il padre dello stesso Egisto, alimentando così un eccessivo odio da indurla alla sanguinosa vendetta.
Cassandra, fu uccisa anche, perchè la stessa Clitennestra era gelosa di lei, quale nuova amante del marito.
 Cassandra, però prima di cadere sotto i colpi mortali di una scure sferratele da Clitennestra, le vaticinò il destino che aspettava a tutti loro parlando in piena coscienza dei delitti, di cui si era macchiata la casa di Atreo, famiglia di Agamennone, in tempi passati. ( Ne parla Eschilo nella sua tragedia intitolata Agamennone). 










Aiace rapisce Cassandra: 
cratere a volute del Pittore di Licurgo (Museo Nazionale di Napoli) (360-350 a.C.)







Clitennestra che uccide Cassandra




lunedì 13 maggio 2013

La mitica Principessa Europa, ritratta sulla muova banconota da 5 Euro


  La mitica Principessa Europa, ritratta sulla muova banconota da 5 Euro




  L'immagine della principessa Europa la ritroviamo nella nuova banconota del taglio da 5 euro, è stata catturata da un vaso di fattura pestana     
 (tipico cratere greco), rappresentante il mito del “Ratto di Europa” e conservato oggi nel Museo Louvre di Parigi,   ritrovato in alcuni scavi dell'Italia meridionale. La novità grafica di maggior rilievo, che si rileva nella nuova banconota è la presenza del ritratto di Europa, nell'ologramma e nella filigrana delle nuove banconote, da cui il nome di  "serie Europa".  Il tema architettonico e il colore delle banconote restano gli stessi della prima serie. 
La nuova banconota da  5 euro è stata emessa in circolazione il 2 maggio 2013.

 
Vaso( cratere greco) con limmagine di Europa)

 


l'immagine di Europa ripresa dal cratere greco

La nuova banconota da 5 euro  come si presenta

La nuova banconota da 5 euro il dritto


La nuova banconota da 5 euro il retro


E' questa è

lunedì 8 aprile 2013

'O cucuzzare

'O Cucuzzare era un venditore ambulante di zucca, di zucchine e di cetrioli.
'O Cucuzzare era uno speciale venditore di prodotti ortofrutticoli, poiché accoppiava alla vendita della zucca
 
Zucca lunga  detta di napoli


 ( Questa specie di zucca è detta "zucca Lunga di Napoli", che ha frutto allungato e cilindrico con estremità ingrossata e appena ricurvo, e che può raggiungere anche un metro di lunghezza. Presenta buccia gialla-rossastra con polpa gialla e dolce.)

 
Zucchina ( cucuzziello)
 ed delle zucchine, anche 
 
Zucchine e cetrioli ( di colore e forma molto simili)




i cetrioli facendosi riconoscere per le strade ed per i vicoli per la sua voce, al grido :
" Tenghe 'e cetrule p' ‘e vecchie prene! Cucuzzielle …...Cucuzzié " Ne!,
. je tenghe ' e cumpagne vuoste, Cucuzzielle! "
" Cucuzzielle 'e prevole"
In napoletano spesso le grida degli ambulanti erano allusive, perciò nel caso dei cucuzzielle, stava a significare persone insipide, sciocche, teste sciacque. e per i cetrioli per dire che erano tenerissimi

 
Zucca gialla detta di Spagna (A Zuccherinela")
La zucca più richiesta era quella nota come la Zucca di Spagna, perché originaria di quella terra ed era molta dolce, e veniva identificata come "'A Zuccherinela".
Il suo venditore 'o Cucuzzaro la sponsorizzava gridando:
 "Vvi quanne zucchere agge mise dint' 'a cucozza, …Ue !, comm' 'è zuccarine 'a cucozza mia, pruvatele .



Che cosa significa zucca? La parola deriva dal greco Pepon, che significa melone di grandi dimensioni.
Le zucche gialle vengono coltivate in tutto il mondo per scopi diversi: per essere mangiati, per mangime agli animali, per scopi alimentari. Nell'antica Roma le zucche venivano addirittura svuotate utilizzate come contenitori di vino e latte. Con la zucca gialla si possono preparare ricette di diversa portata; ricette tramandate soprattutto dai contadini (la zucca era un cibo per poveri ma ricco di nutrimento). Poiché la zucca à un ortaggio tipicamente invernale à ottimo per preparare anche gustosi piatti  caldi .
La sua origine à incerta, ma sembra nata in Asia meridionale poi importata in America Centrale diffondendosi in tutto il paese da nord a sud. I coloni spagnoli l'hanno portato in Spagna nel XV secolo e poi si à diffusa in tutta Europa. Ora à coltivato in tutto il mondo, principalmente nelle aree di climi più caldi. La zucca à utilizzata non solo per cibo, ma anche per le decorazioni, la sua forma e il colore si prestano per la creazione di oggetti originali. Da tempo à diventato in america il simbolo di Halloween. La zucca contiene il 90% di acqua, poche calorie, pochi carboidrati e alto contenuto di fibre. E' ideale per coloro che desiderano seguire una dieta dimagrante . La zucca contiene:
  • Vitamine A e C, E, B1, B2, B3, B6.
  • Minerali: potassio, calcio, magnesio, ferro, boro
  • Cobalto, Zinco.
  • Acido folico, beta-carotene, aminoacidi
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  • Aggiornato il post, con immagini nel 2013,anche se la curiosità fu impostata il 2 dicembre 2007
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martedì 26 marzo 2013

L'Oro- varietà, tipi e colori


L'oro , varietà tipi e colori

È un metallo di transizione tenero, pesante, duttile, malleabile di colore giallo.
Inattaccabile dalla maggior parte dei composti chimici, viene corroso in pratica solo dall'acqua regia, dallo ione cianuro e dal mercurio.
Si trova allo stato nativo sotto forma di pepite, grani e pagliuzze nelle rocce e nei depositi alluvionali.


Pepita doro trovata in venezuela




scagliette d'oro miste a mercurio ed argento


Lingotti d'oro

Per rendere l’oro più usabile, viene legato con altri metalli che ne aumentano la durezza. L’oro giallo è una lega composta da oro, argento e rame.

Fede foggiata con oro giallo


 L'oro giallo è una lega, composta al 75% d'oro, al 12-7% d’argento e al 13/18% da rame.








Anello foggiato con oro rosso



L'oro rosso è una lega composta dal 75% d'oro, al 4,5% d'argento e al 20,5% di rame.
 


Fedi foggiate con oro rosa

 L'oro rosa è  una lega composta dal 75% d'oro, al 6,5-5% d'argento e al 18,5-20% da rame.
 



Maschera venezianacon padella oro blu



L'oro blu  è una lega di oro e di ferro e si ha dopo un trattamento termico, che ossida gli atomi di ferro sulla superficie dell'oro, e gli dona la colorazione azzurra


  Pendagli in oro verde (detto  oro etrusco)

Pendagli in oro 22 Kt, ricostruzione di pendagli di una collana da Vulci del 350 A.C.
Esposti al Museo Etrusco Grecoriano, Vaticano.

L'oro verde è una lega composta dal 75% d'oro , al 12,5% d'argento e al 12,5% di rame. Il colore dell'Oro Verde, detto anche Etrusco, perché trovato in alcune tombe di quel popolo e si ottiene fondendo insieme sempre 750 parti di oro puro con 250 parti di argento puro e rame.  

 

anello in oro bianco

Invece, l’oro bianco è una lega di oro, nichel e palladio. La differenza tra oro bianco e giallo consiste quindi nei tipi di metalli di cui è composta la lega, i quali sono responsabili del colore “giallo” o “bianco” dei gioielli.


L’Oro Bianco , infine, è una lega composta dal 75% d'oro e al 25% da Nichel, Argento o Palladio. Bisogna notare che il termine "Oro Bianco" è spesso utilizzato per designare l'oro grigio in bigiotteria. L'oro bianco commercializzato è ricoperto da un fine strato di Rodio, che sparisce per usura, con il tempo, ridando un colore giallo all'oro. È una lega inventata dopo la prima guerra mondiale.

 Monete d'oro

  



sterlina d'oro (moneta corrente d'oro)


Marenghi d'oro Italiani ( monete d'oro)


La caratteristica degli ori di qualunque colore o tipo è che valgono tutti allo stesso prezzo se li vendi, se li acquisti ci possono essere delle piccole differenze per via della lavorazione (rodiatura, brunitura ecc) 


Si  può riepilogare che. chi possiede l'oro ha un piccolo tesoro, ma chi ha un vero amico, ha un grande tesoro