martedì 9 maggio 2017

Piazza Nicola Romano






Piazza Nicola Romano 





Toponomastica Chiaianese
Perché a Chiaiano esiste una piazza nota come :
                           Piazza Nicola Romano

Diciamo subito, Nicola Romano, o meglio il Cavalier Nicola Romano, è stato un grande cittadino di Chiaiano, scelto e nominato Sindaco del territorio a Nord di Napoli, conosciuto come il Comune di Chiaiano ed Uniti.
Romano Nicola, quindi, è stato il Sindaco del Comune di Chiaiano ed Uniti dal 1883 fino al 1901.
Fino al 1988 coprì la carica e la funzione di Sindaco, perché fu scelto e nominato con decreto Reale  su  designazione  e proposta del Prefetto della Provincia di Napoli e Circondari limitrofi .  Fu accettato e ben voluto dal Decurionato cittadino ( il consiglio comunale, come si chiamava a quell’epoca, che era composto dai 10 Capifamiglia scelti da una lista allestita ogni tre anni fra tutte le famiglie più facoltose dell'intero territorio comunale) a svolgere tale incarico anche perché il Sindaco di allora, rappresentava il governo nazionale, come un Ufficiale di Governo, vedi legge n 2248 del 20 marzo 1865).
Nicola Romano , quindi fu Sindaco di Chiaiano ed Uniti, nominato e scelto fino al 1987 dalla lista di Consiglieri Comunali composta dai Capi famiglia della Zona facoltosi, che non avevano rapporti di conflittualità né pendenze economiche con la nuova istituzione territoriale ( il Comune) e che sapevano leggere e scrivere e far di conto ed avevano la maggiore età, mentre dal 1988 eletto direttamente dal consiglio comunale.
Fu un Sindaco modello per quell’epoca; - uno dei suoi obiettivi principali fu l’istruzione pubblica, tanto che si adoperò durante tutto il suo mandato a trasferire la vecchia scuola rurale elementare, che esisteva solo nella famosa tenuta di Campodisola e  fece costruire una nuova scuola presso la casa municipale comunale al corso Umberto I  all’inizio di via Napoli, in modo che poteva essere raggiunta  e servire i fanciulli e le fanciulle di entrambe le frazioni di Chiaiano e Polvica.  Per il resto dei ragazzi dell’ampio Comune,  come quelli, che risiedevano nelle frazioni di calori di Basso, S. Croce ed a Nazareth, fittò con apposite delibere comunali locali da adibire all’istruzione elementare con classi anche miste per portarvi l’istruzione anche in quei lontani posti . Si adoperò ad instaurare condizioni igieniche sanitarie, creando orinatoi pubblici, le condotte mediche sanitarie soprattutto per i meno abbienti e le condotte pubbliche ostetriche per le partorienti di ogni ceto sociale. Durante le grandi epidemie, colera, la spagnola, fittò i locali nei pressi del cimitero (‘o palazze de’ Spirite) per adibirlo a Lazzaretto .
S’interessò di portare l’acqua del Serino a tutta la cittadinanza facendo allestire condotte per il trasporto della prezioso liquido dalle cisterne di Napoli a tutto il territorio del Comune di Chiaiano ed uniti, facendo costruire ampie e capaci cisterne nelle vari borghi del quartiere.
Gli fu intestata la piazza principale nella frazione di Polvica, perché era stato lui, che la concepì facendo confluire in essa, sia la Via Croce di Polvica, quale innesto alla più importante via Margherita , per arrivare con speditezza al cimitero e proseguire poi verso l’altra frazione di S.Croce, per poi proseguire fino a Nazareth ed ai Camaldoli.
A nord della piazza fece confluire Via barone, quale sbocco della vecchia Cupa Toscanella, dove un tempo nel crocevia esisteva una locanda osteria, nota come (Abbascia ‘a Funnina) in altre parole giù alla fondina e da cui si poteva arrivare attraverso viadotti scavati dall’acqua piovana nel terreno, sia ai confini della località Furlone, che a Ponte Caracciolo. Infine alla sinistra della piazza, confluiva Via Chiesa di Polvica che sfociava nella vecchia Via Arco di Polvica , che s’innestava nell’antica Via vecchia Napoli attraversando parte della vicina località di Marianella.
Nicola Romano si prodigò anche per il trasporto pubblico, s'interessò sia degli Omnibus, i famosi sciaraballi e poi trasformati in Tranvay , noto come i Tranvay del Belgio, prima a trazione a  vapore e poi con l’avvento dell’elettricità con i famosi tranvay con i binari e le coincidenze.
La sua migliore opera d'interessamento fu la lastrificazione delle strade pubbliche con brecciame in modo da poterle percorrere facilmente anche nel periodo piovoso invernale.
Fu un Sindaco al servizio della cittadinanza senza mai venir meno al suo compito, tanto che ancora oggi è ricordato con il toponimo della piazza di Polvica.
Piazza Nicola Romano, è stato teatro negli anni cinquanta del dopo guerra, di feste canoro musicali inneggiando il santo patrono di Polvica,  S.Nicola e durante le prime campagne elettorali con l’avvento della Repubblica in affollatissimi comizi politici dei partiti  che avevano sanzionato con il Referendum del 2 giugno 1946 la novella Repubblica Italiana.