martedì 29 ottobre 2013

Daniele Sepe private gallery - 'O Cresemisso ('O rialo 'e Natale)



Il  “Cresemisso “ è il lemma che ha assunto il significato di regalo di o per Natale, per corruzione da Christmas.

. L’origine è nell’uso di biglietti e cartoncini provenienti dagli Stati Uniti con le scritte di happy o merry Christmas che venivano acquistati e poi spediti, sia da soli che allegati ad un bel dono. L’oralità napoletana, com’è noto, tende a riportare i termini stranieri alla fonetica della propria lingua. Ed è così che da Christmas è venuto fuori cresemisso con il quale si designa un dono natalizio per il quale a Napoli mancava la parola equivalente a strenna.
IL termine era noto trai napoletani e dintorni durante e dopo l’ultima guerra, negli anni 50 del 1900  come retaggio dei militari americani venuti a liberarci nel 1944/5.
Infatti etimologicamente la voce “ cresemisso “ è  solo un adattamento corruttivo della voce anglo-americana “christmans chétta” cioè con il signficato di  un  omaggio, mancia data a qualcuno come ricompensa di un servizio svolto.



venerdì 25 ottobre 2013

Miti e leggende di credenza popolare



MITI E LEGGENDE CAMPANE


'A BELLA 'MBRIANA.

'A Bella  'Mbriana ( la fata buona della casa)


E’ invisibile, impalpabile ma presente, lei c’è.

'A Bella 'Mbriana , rappresenta lo spirito benigno della casa.. E' una sorta di anti-munaciello o della  Janara , che sono spiritelli malefici  della quiete familiare. Avere 'A ‘Mbriana nelle case significa avere benessere e salute per l’intera famiglia.
'A Bella 'Mbriana è immaginata come una bella donna molto ben vestita paragonabile alla fata delle favole dei bambini.
'A Bella 'Mbriana
è anche detta Meriana oppure 'Mmeriana. La derivazione etimologica proviene dal latino "meridiana", il cui mariana indica l'ombra quasi a rappresentare un'ombra sotto cui ripararsi oppure indica il significato etereo dell'essere.
A napoli questa figura, e' molto  cara tanti che alcuni personaggi storici hanno il cognome Imbriani derivante, appunto, da 'Mbriana. (Paolo emilio Imbriani).
Questa è la Bella ‘mbriana, la fata buona protettrice della casa: viene invocata in tutte le situazioni difficili che compromettono la serenità familiare.

 Secondo il credo popolare napoletano questa entità benefica è il buon angelo del focolare che veglia sulla casa ed è portatrice di fortunati eventi Il suo nome, etimologicamente, deriva da Meridiana, simbolo del sole e del calore positivo, che porta luce e prosperità nelle case, nei posti più ameni e dovunque essa sia ben accetta. La leggenda narra che la Bella ‘mbriana ami stare solo nelle case in cui gli occupanti le portino rispetto e per questo, nell'antiche case di Napoli si lasciava una sedia sempre libera per lei.

Spesso la Bella ‘mbriana stanca è desiderosa di sedersi per riposaree quindi se tutte le sedie fossero occupate la nostra Amica “ ‘ A Bella ‘Mbriana “potrebbe andare via e procurare varie sciagure derivanti dalla mancata ospitalita'! Ancora oggi le persone più anziane, quelle del popolo, in segno di rispetto, ogni qualvolta entrano o escono dalla propria residenza, le rivolgono un saluto, un ossequio. Talvolta, quando si è costretti a dover cambiare casa, per non farla arrabbiare, preoccupare, se né parla solo all’esterno dell'eventuale trasloco. Anche se la modernizzazione delle metropoli stà allontanando il mito della Bella ‘mbriana dalle case " ma nuje ricimm comm 'a PINO DANIELE nella sua popolare canzone:
"BONASERA BELLA 'MBRIANA MIA...'CCA' NISCIUNE TE' JETTE FORA., faje parte d' 'a famiglia."


martedì 15 ottobre 2013

Carciofi arrostiti sulla brace



Eppure è vero, vecchi mestieri ritornano per far guadagnare qualche soldo a chi, ogni giorno perde il lavoro e per tirare a campare, si arrangia e si improvvisa venditore ambulante di qualcosa.

Affacciatomi domenica mattina dal mio balcone all’angolo della strada sottostante e guardando nel punto in cui si incrociano tre direttive di vie, (obbligatorie deviazioni per evitare di far intasare il corso principale) nel giro di una mezzora nacque all'improvviso una postazione di un classico ambulante  di strada. IL novello venditore ambulante iniziò per prima cosa a piazzare, preso dal bagagliaio della propria macchina,  un  modesto banchetto con a fianco un trabiccolo che contenevanella parte sovrastante un braciere con una graticola e sulla  quale con un’abile maestria, dopo aver acceso dei  carboni, e soffiandovi sopra con un ventaglio di cartone, appena la brace diventò bianca,  vi pose delle carciofi per farle arrostire. (le cosiddette carcioffole “arrustutu”).
Carcioffole arrustute all'istante per strada


Mi domandai  "Chi è costui, che  si improvvisava venditore  di quale misteriosa verdura cotta all’istante per strada?"
  Si è lui (pensai tra me e me),  il classico Venditore ambulante di  “Carcioffele arrustute”





Venditore Ambulante nel mentre sta arrostendo le Carciofi





Immantinente m’assalì un irresistibile profumo dei carciofi arrostiti per strada, che promanava dal braciere di quel novello cuoco ambulante, vestito di bianco con un Mantesino (un grembiule da cucina) dello stesso colore, per apparire come simbolo di nettezza e di igienicità.

Assorto nei miei pensieri, osservai la rapidità con cui l’improvvisato venditore di carciofi arrostiti, aveva allestito il tutto, ivi compreso un grosso ombrellone di tela  per difendersi dal sole, che in questo ultimo squarcio di estate, (la tarda estate di San Martino) ancora riscaldava la strada e faceva sudare, mentre la brace accesa procedeva incessantamente alla cottura della richiesta verdura cotta  "(‘e carcioffele arrustute)" .


Il prezzo di questi carciofi arrustute era modesto, offerto in vassoietti di stagnola standard con prezzi fissi, (quando contenevano 5 teste costava  solo 5 euro, mentre se ne conteneva 2 solo 2 Euro.


Vediamo un po’ perché tanta voglia di carciofi arrostiti?

Iniziamo a dire che il carciofo è la più misteriosa delle verdure, perché, come si presenta, ha degli accorgimenti come fosse una pudica femmina.
 
Il Carciofo ( verdura che rappresenta e nasconde le virtuù femminili)




 le verdure che rappresentano il sesso maschile,


Il Cetriolo


Gli asparagi
Il Porro





Ciò si spiega nel fatto che le verdure di sesso maschile, come il cetriolo, l’asparago o il porro, non si vergognano ad esibire ai quattro venti la loro arrogante virilità, il carciofo , al contrario,  per pudore innato, se non per civetteria, fa di tutto per nascondere la propria intimità sotto sottane e merletti, pieghe e panneggi. Per conoscere ( la sua squisita bontà), i suoi gustatori  per prima cosa la devono liberare di  tutti questi fronzoli, (le foglie merlettate  od  appuntite) a uno a uno, delicatamente, lentamente. prendendosi il tempo necessario. Dopo questa operazione il carciofo offre il suo cuore carnoso ai suoi amatori, quella parte che i francesi, in epoche pudibonde, chiamavano Cut,  perché designavano molto appropriatamente, tutto ciò che aveva una consistenza setosa e la forma arrotondata.

 



In Francia, poi, durante l’epoca della regina madre in persona, Caterina de’ Medici, si racconta che era affascinata da questo tipo di ghiottonerie Il carciofo, che la cui coltivazione era riuscita nel XVI secolo ad attraversare le alpi dall’Italia, e per questo la rendeva assai incline a qualche scappatella.
La regina, Caterina de Medici (era risaputo) aveva dunque una passione per tutti i cibi creduti a torto o a ragione stimolanti, appunto come i cuori di carciofo e le creste di gallo, tanto che, nel 1575, durante un banchetto di nozze rischiô di scoppiare. Questo episodio non bastò comunque a ostacolare l’esaltante carriera del carciofo, tanto che, è ricordato per esempio che a Parigi, sotto Enrico IV, i venditori ambulanti di frutta e verdura ne vantavano ancora le incomparabili virtù afrodisiache.




Ora parliamo della preparazione, che il novello cuoco ambulante di  "carciofi arrustute" deve attenersi, prima di presentarsi sul luogo individuato per la vendita, e questo lo fa precedentemente nella propria casa da solo o aiutato dalla consorte.

Infatti sfilate da un mazzo contenente ognuno circa 25 teste di carciofi acquistate il giorno prima  al mercato inizia la necessaria preparazione,  lascia circa due centimetri di gambo e tutte le foglie esterne . Della necessaria mondatura del prodotto pronto per l'arrostimento, ne riempie un bel sacco e si avvia così alla postazione prefissata per la  cottura e la vendita domenicale dei suoi prelibati carciofi.

Dopo l’installazione della postazione inizia a condire l'interno dei carciofi, tra una foglia e l'altra, con abbondante sale, pepe nero, prezzemolo grossolanamente tritato ed un generoso spicchio di aglio tagliato in due e schiacciato.

Intanto i carciofi si cuociono sulla brace non troppo viva per circa 15-30 minuti in dipendenza dalla forza del fuoco, e così i carciofi arrustute sono pronti per essere venduti all'avventore domenicale di turno.





mercoledì 2 ottobre 2013

I faraglioni di capri


i faraglioni di Capri nel loro insieme.










I faraglioni di Capri, sono classificati  a priva vista in tre picchi rocciosi posizionati a sud-est dell’isola omonima, famosi in tutto il mondo grazie alla suggestiva e storica panoramica offerta dai giardini d'Augusto., più uno ( il quarto ) che non si vide  ma ugualmente esiste ed è   il  faraglione chiamato scoglio del Monacone in quanto fino al secolo scorso nelle acque antistanti si poteva ammirare la foca monaca.

I più noti faraglioni sono distinti::

1° Faraglione di Terra (noto come Saetta), che è l’unico ancora unito alla terraferma, è il più elevato con i suoi 109 metri.



Il faraglione Saetta ( il primo a sinistra) unito alla terraferma


 
Il faraglione Saetta ( il primo a sinistra) visto dalla terraferma



 
Faraglione di Mezzo (chiamato anche Stella), è quello in cui è presente la cavità al centro, una galleria naturale lunga 60 metri, che lo attraversa per intero, raggiunge un’altezza di 81 metri.

 Il faraglione Stella   l'unico con cavità al centro, 
Visto dal mare pare un (Orangutango e la sua compagna)










 Il faraglione Stella (quello centrale)
  l'unico con cavità al centro, è una galleria naturale










Faraglione di Fuori (o Scopolo), cioè promontorio sul mare, che raggiunge un’altezza di 104 metri.

 Il faraglione 'o Scuopolo  (quello più lontano dalla costa)
  Cosi chiamato dal latino (scopulum = scoglio)












4° Faraglione scoglio del Monacone ,Quello che non si vede nel panorama,(chiamato  Apragopolis Augustea)

Il faraglione 'o Scoglio do' Monacone
Anticamente chiamato (Apragopolis Augustea)





il Faraglione lo Scoglio del Monacone ha questa denominazione, in quanto fino al secolo scorso nelle acque antistanti si poteva ammirare la foca monaca, da cui ha preso il nome, appunto dalla foca monaca mediterranea, presente nelle acque dell'isola fino al 1904 quando l'ultimo esemplare fu ucciso a Palazzo a Mare.

 
Foca monaca mediterranea





 Sullo scoglio del monacone sono presenti delle mura di epoca romana, considerate - senza ragione - i resti della tomba di Masgaba, l'architetto dell'imperatore Augusto, per cui è nota anche come l’Apragopolis Augustea.





Sui faraglioni possiamo trovare la ormai celebre Lacerta coerulea faraglionensis altrimenti nota come lucertola azzurra, ed è presente solo sul faraglione di Mezzo e sul faraglione di Fuori.e sullo scoglio del Monacone . Tale lucertola ha le squame del dorso di colore blu, anziché verde, mentre il ventre è di colore azzurro.

Lucertola azzurra,nota come

 Lacerta coerulea faraglionensis





I  4  faraglioni di Capri