venerdì 19 novembre 2010

UMBERTO II - il Re di Maggio


Storia  di CASA Savoia       - Umberto II  -
Seconda parte -  il Periodo Napoletano




“Professò, nun ve fermate cchiù, ve ne prego!” il buon  Castagna, m’implorò di continuare, perché era tutto intento a conoscere le dettagliate vicende, che portarono il principe Umberto a diventare il futuro Re d’Italia. “ Va bene, riprendiamo, allora,stavamo dicendo la giovane coppia reale dei principi di Piemonte, Umberto e Maria Josè si trasferirono a Napoli con il consenso favorevole del Re, Vittorio Emanuele III, esattamente il 4 Novembre 1931.



“Dopo aver preso parte alla sfilata celebrativa del 4 novembre, (in ricordo della vittoria della 1^ guerra mondiale), che si tenne nello stupendo ed ampio piazzale, antistante la Reggia Reale, (l’attuale Piazza del Plebiscito), si ritirarono, dopo il celebrativo cerimoniale, nelle ampie sale del seicentesco palazzo reale borbonico e lì degustarono i prodotti tipici locali a base di pesce, e consumando un ricco dessert  assistettero  poi ad un caratteristico concerto musicale eseguito da eccellenti suonatori di chitarre e mandolini, che al loro apparire intonarono, in loro onore, oltre alla marcia reale, la canzone “ O sole mio”  cantato da un anonimo posteggiatore..




Piazza del Plebiscito di Napoli



La prima giornata napoletana fu un impatto meraviglioso, che, i futuri coniugi reali ebbero con la città, che conservarono, poi, per tutta la vita nei loro cuori, in contrapposizione a com'erano stati trattati in modo scostante ed ipocrita durante il loro trascorso soggiorno in quel di Torino.





Facciata del  Duomo di  Napoli




Il protocollo, dopo la solenne cerimonia religiosa, proseguì con un ricevimento, offerto dal Sindaco dell’epoca, (il podestà Giovanni De Reseis, Duca di Bovino)




Podestà Giovanni de Reseis
Duca di Bovino



a Palazzo San Giacomo alla presenza di tutte le autorità politiche e religiose ed infine la giornata terminò con un serata di gala al Teatro San Carlo.
“Professò ! Ai giovani sovrani, sono sicuro, rimasero contenti e commossi per tanto entusiasmo profuso nei loro confronti, è vero? Non vado errato, se ricordo bene, ho letto da qualche parte che si affezionarono alla nostra città”. Risposi immediatamente al mio interlocutore ansioso, riprendendo a dire.”Anche se tanto affetto ed entusiasmo, dal sapore prettamente partenopeo, fu apprezzato immensamente dalla coppia principesca, non andò come si potesse pensare a priori, come una scelta volontaria, ma fu solo una coincidenza del destino e poi………..”


“ Scusate, professò, allora mi volete dire che negli anni trenta, Napoli, vide la sua sfarzosa reggia rivivere i fasti del periodo seicentesco dei Vicerè spagnoli, come reggia adibita a casa reale, con il soggiorno dei Principi di Piemonte.? “ M’interruppe il buon Castagna e poi m’invitò a non fare pause lunghe nel descrivere i fatti, perché, anche se non aveva quella mattina nulla di importante da fare, si stava comunque, facendo tardi e non desiderava arrivare tardi a pranzo, era ospite a casa di parenti. Allora ripresi “ Dopo alcuni giorni, esattamente un mese, Umberto e Maria Josè lasciarono la sontuosa Reggia di Piazza del Plebiscito, che  utilizzarono, poi, solo in occasione di ricevimenti ufficiali e si trasferirono stabilmente per il loro soggiorno napoletano nella panoramica “Villa Rosebery” sulla collina di Posillipo, che affacciava sul golfo di Napoli ed era dotata di una spiaggia privata, cinta da una muraglia di massi, che la protegge da occhi indiscreti e da flussi invadenti del mare antistante.


Fu un soggiorno nella città partenopea, vissuto dalla coppia dei Principi ereditari con una benevola rassegnazione, che durò fino al 28 ottobre del 1942, quando Umberto di Savoia  fu  nominato  Maresciallo d'italia in occasione dell'anniversario della Marcia su Roma. In quello stesso periodo si traferì definitivamente  con tutta la famiglia.


“Di chi era quella villa? Mica gli sposi reali stavano in fitto!” Mi domandò in tono inquisitorio il mio buon interlocutore Castagna ed io precisai e lo feci edotto su tutto ciò che sapevo della villa e perché fu abitata dai Principi Reali.  Incominciai col dire: “ Villa Rosebery, adibita a residenza di villeggiatura e ristrutturata con eleganti appartamenti in stile neoclassico dagl’architetti gemelli Stefano e Luigi Gasse agli inizi del 1800.

 




Villa Rosebery a Posillipo




La Villa si chiamò “La Brasiliana”, quando ospitò  Donna Januaria di Braganza, (figlia dell'Imperatore del Brasile - Pietro I), consorte del conte d’Aquila, (Luigi di Borbone, zio del Re Francesco II -noto come Francischiello, ammiraglio della Marina del regno di Napoli,   fino al 1860).



Luigi di Borbone - Conte d'Aquila



Gennara Januaria di Braganza



Il conte Luigi di Borbone abbellì la tenuta e l’intero complesso della villa facendovi costruire anche un porticciolo per potervi meglio approdare dal mare.
Durante l’esilio a Parigi del conte Luigi di Borbone, dopo la caduta del regno delle Due Sicilie, la villa fu venduta al banchiere francese Gustavo Delahante, che nel 1907 la rivendette definitivamente all’importante uomo politico inglese, Archibald Philip Primrose, quinto conte di Rosebery .






Conte Philip di Rosebery



Lo statista inglese, Lord Rosebery, elevò la villa a dimora di riposo, dopo le sue estenuanti attività politiche da Primo Ministro Inglese, facendola diventare un’oasi di pace e di tranquillità.
 Nel 1909, rimasto solo, a causa delle troppe spese per la manutenzione, la donò all’ambasciata britannica e la splendida villa divenne sede diplomatica e villeggiatura privilegiata di rappresentanti politici del regno britannico.
In occasione della venuta a Napoli di Umberto e Maria Josè, la villa che era stata donata  nel 1932 allo stato Italiano, diventò  da quel momento la residenza abituale di tutta la famiglia Reale, che vi trascorreva annualmente la stagione estiva.
Villa Rosebery ebbe un'importanza fondamentale per la giovane coppia del Principi ereditari di Casa Savoia, in essa la bella principessa Maria Josè diede alla luce nel 1934 la prima figlia, con immensa gioia dei nonni paterni, che sfatava i tanti pettegolezzi sulla non capacità di procreazione di Umberto. La bimba fu battezzata “Maria Pia” e tale nome fu dato anche alla villa e rimase tale fino all’arrivo degli alleati, che la requisirono e ripristinarono l’antico nome di “Villa Rosebery”.
Dopo la proclamazione della Repubblica Italiana con l’entrata in vigore della costituzione italiana il 1° gennaio 1948, la villa fu concessa all’Accademia Aeronautica, e solo dal 1952  è divenuta una delle residenze in dotazione al Presidente della “Repubblica Italiana”.  (Le altre residenze sono:  Il palazzo del Quirinale a Roma, dove risiede abitualmente; la tenuta di Castelporziano e la tenuta di Capocotta,  ubicate nei pressi di Roma).



Tenuta di castelporziano






Tenuta di capocotta





 A Villa Rosebery, Maria Josè diede alla luce anche altri due figli , Vittorio Emanuele IV , (12 febbraio 1937 l’erede al trono e Maria Gabriella (24 febbraio 1940) mentre l’ultima figlia Maria Beatrice, la partorì a Roma il 2 febbraio 1943.




I figli di Umberto II e Maria Josè, nati a Villa Rosebery
Maria Pia. Vittorio Emanuele IV , Gabriella


La famiglia di Umberto II Savoia e di Maria Josè con i figli
Maria Beatrice, Vittorrio Emanuele IV, Maria Gabriella, Maria Pia









“Perdonate, professore! È ‘nu luoghe storiche allora, e vuoie comme facite a sapè tutte 'sti cose, mica l’avite maje visitate? L’avite visto ‘a villa a dinte?”
Dopo la mia breve descrizione storica della tenuta Villa Rosebery m’interrogò il buon Tore castagna ed io gli risposi : “ Devi sapere, mio carissimo amico”, continuai : “quella villa mi ricorda la mia adolescenza. Era l’anno 1957 e proprio, lì vicino, andavo a fare i bagni ai primi di giugno, la località era conosciuta come  " 'a terra 'e Sabatiello". Ora che ricordo bene, per mezzo di un amico, che conosceva il guardiano della tenuta agricola di Villa Rosebery, che ci permetteva di penetrare nella zona agricola ed da lì attraverso un cancelletto si scendeva su una piccola insenatura difesa da un costone di tufo, che si spandeva come una mezzaluna sul mare azzurro di Posillipo, proprio a fianco della tenuta presidenziale.(la zona, nota come ‘a terra ‘e Sabatiello).
Su un lato della discesa, che portava a mare, v’era una casupola di pescatori, dove ci spogliavamo, che conteneva  nient’altro  che vari attrezzi per la pesca, quattro remi e vari scalmi.
Giù nella peschiera, delimitata dall’ampia scogliera, c’erano due barchette a remi, fissate ad una corda legata ad un masso, affondato in mare, come fosse un‘ancora. Sul Costone a mezzaluna c’erano tante cozze, come fossero una coperta nera, che con  il risucchio del mare parevano parlare e lamentarsi, aprendo e chiudendo le due valve. In quell'amena rada imparai a nuotare ed a rendermi conto cosa fosse l’effetto dell’alta e bassa marea, a conoscere i granchi, i cosiddetti range fellone e gli  scunciglie (le dolabelle) e cannelicchie.
 Il pomeriggio poi, scendeva una bella ragazzina a prendere il sole, che mi faceva girare le cervella e battere fortemente il cuore, tanto era bella e abbronzata, che  ho ancora un dolce ricordo  nelle mie sbiadite rimembranze. Gli appartamenti e la villa vera e propria non lo mai visitata, anche, perché a quell'epoca  era zona militare ed era occupata dall’accademia dell’Aeronautica Militare.
Villa Rosebery  (vista dal mare)


 Villa Rosebery, in ogni modo, rimane  un posto importante per la storia d’Italia, tra le sue stanze fu firmato il 9 maggio1946 l’atto di abdicazione di Vittorio Emanuele III a favore del figlio Umberto (già Luogotenente del Regno, con poteri  sovrani dal 1944) alla presenza del notaio di Casa Reale, Nicola Angrisano, con studio a Napoli in via san Carlo 4, e non come prevedevano le prerogative delle attribuzioni del capo del governo, (in quel momento era il democristiano On. Alcide De Gasperi) se ne fece a meno a causa di una forte opposizione di molte forze politiche, che volevano l’abdicazione dopo i risultati del Referendum. 




 I risultati Ufficiali del Referendum del  2 giugno 1946










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