giovedì 18 agosto 2016

il Burkini, il burka, il Naqab, Hiijab

Il Bikini
Il Burkini,  Il Hijab, Il Naqab, Il Burkal





BIKINI ultima moda di costume da bagno) (due pezzi)

ll termine  bikini, come lo è attualmente, è stato inventato dal sarto francese Louis Réard a Parigi Il 5 luglio 1946 . Il nome richiama l'atollo di Bikini nelle Isole Marshall, nel quale negli stessi anni gli Stati Uniti conducevano test nucleari.

L'introduzione del nuovo tipo di costume da bagno, il Bikini, avrebbe avuto effetti esplosivi e dirompenti, come lo era stato l’esperimento nucleare, difatti. In particolare il temine è poco usato  e coloro che si oppongono alla proliferazione nucleare  utilizzano per indicarlo- Il termine “ due pezzi “è talvolta considerato più appropriato.


Burkini (costume da bagno mussulmano)


Il Burkini è un costume da bagno disegnato e creato dalla stilista australiana di madre libanese, Aheda Zanetti,
 ed è specificamente disegnato per le donne di religione musulmana.
 Il costume copre tutto il corpo, ad eccezione del viso, delle mani e dei piedi, secondo i pretesi dettami dell'islamismo, ma è sufficientemente leggero da permettere di nuotare.
La parola "burkini" è un'unione dei termini Burka e Bikini, ed è un marchio registrato

I costumi utilizzati generalmente dalle donne di religione mussulmana
ed indossati sono : il Hijab,  il Niqab,  IL Burka.









b
Hijab

Il Hijab = il termine Hijab è un capo di abbigliamento femminile, noto come " il velo islamico ", è in particolare quella foggia di velo che adempie almeno alle norme minime di velatura delle donne, così come sono sancite dalla giurispudenza islamica;




Niqab


Il Niqab =  il termine Niqab è un capo di abbigliamento femminile, noto come " il velo islamico ", è in particolare quella foggia di velo che lascia scoperto  solo gli occhi della donna adempiendo almeno alle norme minime di velatura;



Burka


Il Burka = il termine Burka è un capo di abbigliamento femminile, noto come  il più integrale, in quanto  copre tutto il corpo e che comprende anche una retina davanti agli occhi. E' diffuso principalmente negli stati di  Afghanistan, Pakistan  e presso alcune comunità mussulmane dell' India .












domenica 14 agosto 2016

Statua di santu Raffaele Arcangelo e Tobiolo


Statua di San Raffaele Arcangelo a Chiaiano


L’icona è la statua di San Raffaele Arcangelo. San Raffaele è rappresentato nelle più grandi statue che si incontrano nelle chiese in cui è venerato, mentre conduce a braccetto Tobiolo.
L'angelo non si rivelò all’inizio della leggenda al giovane Tobiolo, ma divenne la sua guida e il suo difensore, facendolo riuscire a riscuotere un credito di dieci Talenti d'argento contratto dieci anni prima dal padre Tobia nel lontano Medio Oriente, a Rages, che gli servì per procurare la dote a Sara , che poi sposò, e fu un felice matrimonio.
L’Angelo San Raffaele , gli fece, durante il viaggio per il recupero del credito, catturare anche un grosso pesce, mentre attraversava il fiume Tigri salvandolo dal morso, che l'animale stava per dargli al piede. Con la bile del pesce il ragazzo guarirà infine la cecità del padre.
IL pesce di san Raffaele è il simbolo per giovani donne di chiedere al santo la grazia di convolare felicemente a nozze, accarezzandolo.





Statua di santu Raffaele Arcangelo e Tobiolo





martedì 9 agosto 2016

Borgo di Santa Croce.








Il Borgo di Santa Croce ( 1^ parte)
Santa Croce è una contrada di Chiaiano, o meglio è un borgo collinare facente parte del vasto territorio dell'ex Circoscrizione Chiaiano , che ora insieme ai quartieri di Piscinola e Scampia costituisce la VIII^ Municipalità di Napoli.
S.Croce, quindi, è il borgo a nord - Est di Chiaiano, ed è forse la più recente località. L’unica fonte della sua formazione  è data dagli archivi ecclesiastici, in cui si parla di un'antica cappella di S.Croce ad Orsolona, quando dipendeva dalla Chiesa di S. Maria delle Grazie di Capodimonte.
 Un ritrovamento archeologico, come riferì lo storico, Capaccio, fu un'antica lapide sepolcrale, trovata nel casale di S.Croce, nel 1893 a seguito di un restauro dopo un incendio della sacrestia della chiesa di S. Croce ad Orsolone,  riportante la seguente dicitura:
 "ET CORNELIAE FELICULAE UXORI"
Nel periodo longobardo o poi durante il Ducato napoletano, molte delle proprietà terriere erano donate ai monasteri, e finirono col determinare i cosiddetti  casali, per cui nacque così, anche il casale  S.Croce.
Avvalora tutto ciò un atto rogato, dove è riportato che il 10 ottobre 1130, che  le figlie di Cesario Calli, detto "Bacchettone",  permutarono con Gianbattista Salernitano, signore delle terre della collina a nord di Capodimonte, un terreno nel luogo detto "Publicati et Lamme Claulanum" cioè di PoIvica e lave di Chiaiano vicino al Cavone di Pesaturo.
 Si argomenta, quindi, che la Chiesa di Santa Croce possedeva un fondo che dalla Via Croce di Polvica si estendeva fin sopra ed oltre l'attuale cimitero di Chiaiano verso i "Calori" per cui luogo che ci interessa venne a trovarsi sopra il detto fondo di S. Croce o nel fondo stesso (R.N.A.M. -131 e 132 D.C. ) 
La stessa Chiesa possedeva altre masserie in varie altre  pendici dei Camaldoli, per cui la cappella a "Ianula", poi Orsolone, per distinguerla  da altre recanti la stessa denominazione.
Nel 1688 fu costruita l’attuale Chiesa, avente la stessa denominazione “ chiesa di Santa Croce” sullo stesso terreno (noto come Orsolona) della vecchia cappella. Il territorio della nuova parrocchia fu ampliato, comprendendo altre cappelle (Cappella dei Cangiani e quella della Reginae Paradisi ai Guantai) nonché tutta la zona di Nazareth.
Fino al 1805 la parrocchia  in questi borghi oltre a luogo di preghiera, aveva anche funzione di cimitero, di municipio, sia come ufficio anagrafico che di stato civile, ma in essa, si riunivano il sindaco e gli eletti.
Con la Rivoluzione Francese, ed a seguito della Repubblica Partenopea nel 1799 e poi nel decennio dell'occupazione militare francese, sotto il regno di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat, il popolo cominciò ad allontanarsi  dalla chiesa ed ad esercitare la vita organizzativa civile fuori dalle mura ecclesiastiche, creando edifici come il municipio, il cimitero e spazi per le feste, e nacque così il cosiddetto periodo civile. Nel 1926, infine, durante il periodo fascista divenne insieme al quartiere di Chiaiano, facente parte della Grande Napoli.
Orsolone potrebbe derivare dalla zona  che va dalla Porta Donnorso esistente fuori le mura della città,  fino allo Scudillo, che era  di proprietà della famiglia  Orsi. Tale fondo confinava con i terreni di proprietà degli eredi di Maio. che fino a pochi anni fa possedevano e dove attualmente è stato costruito il Nuovo Policlinico.

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Edificio all'interno del 2* Policlinico si Napoli