martedì 15 novembre 2016

La ricchezza naturale di Chiaiano






Prima dello scempio, che fu operato nel Parco delle Colline a Nord di Napoli, nella selva dei Camaldoli  - zona Chiaiano –  la notte del 17 febbraio 2009 alle ore 2,30, con l’apertura di una discarica di rifiuti solidi urbani  della città di Napoli, era considerato un territorio da preservare per i posteri per la sua unicità e salubrità.

 
Veduta aerea della discarica di Chiaiano

Basti pensare che famigliole intere del quartiere e non solo, s’inoltravano per il passato nella Selva di Chiaiano,(‘a severa) per trascorrere una giornata all’aria aperta, era una vacanza necessaria per ritemprarsi in qualsiasi periodo dell’anno, tranne quello invernale, perché l’intera boscaglia diventava una sorta di fiumiciattoli, che invadevano le straducole e le mulattiere, mentre in autunno era bello  cimentarsi a raccogliere castagne, cadute dagli alberi nei loro scrigni acuminati, (i cardi)  od ad estirpare daò manto soffice del sottobosco   violette profumatissime, di cui se ne facevano dei bei mazzetti, erano i ciclamini odorosissimi, da noi chiamati “spaccatiane”.

Discarica di Chiaiano

 

 

particolare della selva di Chiaiano

 

 

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Si può annoverare che infinite generazioni hanno beneficiato dell’ossigeno salubre proveniente dal fogliame sempre verde dei castagneti ammirando la bellezza della natura, che, senza chiedere nulla, ogni anno si rinnova e dona i suoi migliori prodotti, quali :          (i funghi, le castagne, la legna, frutti variopinti di bosco, fragole e more ed alcune erbe medicinali).

fungo porcino ( 'o capenire)






castagne nel cardo



 
Ciclamino della selva di Chiaiano (spaccatiane)


 
E’ uno spettacolo sublime (specie in autunno inoltrato) vedere la nascita di un prelibato fungo nostrano (il porcino)  da noi chiamato (‘o capenire), che appartiene alla famiglia dei funghi boleti, il cui nome scientifico ‘o altisonante è “Boletus aereus”. (per lo più i porcini, s’incominciano ad intravedere, quando fanno capolino tra i raggi di un tiepido sole autunnale sotto le latifoglie largamente presenti nel territorio della Selva di Chiaiano.) Che dire poi degli altri funghi tutti per lo più commestibili, anche se non di prelibata qualità, come le fungecchie, dette anche ‘e peperinie, quelle, con gambo e cappella bianche, nome scientifico agarici e russulelle (le rossole) e manelle ‘e Gesù Criste (spugnole bianche o rossastre).
 Il dono più concreto del bosco della selva era, infine, la legna che si ricavava dal taglio degli alberi di castagno più vecchi, che erano utilizzati  per fare  travi,  travetti,  botti,  tini,  travicelle , le famose       " ‘e chiancarelle ", in italiano  sono dette panconcelli  (chiancarelle) piú o meno sottili assi trasversali di legno di castagno, assi che poste di traverso sulle travi portanti facevano da supporto ai solai e alle pavimentazione delle stanze .

Con i rami secchi degli alberi di castagno infine s’intrecciavano al fine di fare degli inserti da ardere, le note fascine per alimentare il fuoco nel forno per fare il pane e per cuocere pizze o torte speciali e  particolari . 


 
Panconcelli (chiancarelle) per solai






Fascine di rami secchi di alberi di bosco



























 




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