venerdì 16 novembre 2007

'O Cevezare o Ceuzare

'O Ceuzare era il venditore ambulante di gelse.
'O ceuzaro ( venditore di gelse)

 
Le gelse ('e Ceuze) frutto originario del Giappone, piantato in Italia per l'allevamento del baco da seta, che si alimentava mangiando le gelse.
 Le migliori piantagioni erano stato poste quasi tutte nella zona di Terzigno, Comune dell’entroterra Napoletano, per cui nelle buone stagioni di buon mattino s'incontravano per i vicoli e le stradine di Napoli i contadini di quelle terre a vendere con le loro grandi ceste, tappezzate di un verde strato di foglie di viti, contenente gelse appena colte.
Le gelse ( 'e ceuze) possono essere di due colori bianche e nere.
Le bianche vendute al grido di :
Pianta di Gelse ( 'e ceuze)

Ceuze ( gelse) mature



" Ceuze annevate, a 'nu ranille 'o quarte, ca squisitezze.
"
( gelse annevate, perché ancora ricoperte della brina mattutina dei campi, al costo di un grano (moneta di rame) al quarto, che dolcezza).
Le nere al grido di:
Ceuze nere in maturazione

Ceuze ( gelse ) nere matureda mangiare




"Pascariello! tene 'o mèle e te pitte 'e russe 'o musse, ca ciucculata!
( Pasqualino ha il miele, ti fa tingere le labbra della bocca di rosso come il rossetto, che cioccalata).
Una leggenda ( dalle metamorfosi di Ovidio, nota ,come la storia di Piramo e Tisbe) dice che le gelse nere, che danno un succo di color rosso vinaccia, non sono altro che gelse bianche, che si trasformarono a seguito del sangue dei due innamorati, che impregnarono le radici della pianta, quando si tolsero la vita per coronare il loro sogno d’amore impedito.
Il venditore ambulante di gelse nere proveniente da Terzigno, Cevezajuole o Ceuzare, nell’Idioma napoletano ha anche un significato dispregiativo, nel senso di persona cafona, furba, pericolsa, che veste cencioso, senza scrupoli.
Quando un bambino è alquanto terribile, irrequieto si dice che
tene ‘e Ceuze ’ncuorpe , è ‘nu cevezajuole“ 
( per definirlo un bambino vivace, irrequieto.

3 commenti:

  1. quanto tempo che non mangio più gelsi.....una vita direi e tu me lo hai riportato alla memoria...che dolce

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  2. utente anonimo14 luglio 2008 05:21

    io ora ho finito di mangiarle e volevo saperne di più. Grazie per la spiegazieone, è stata esauriente e gradita

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  3. Che acquolina in bocca, al solo ricordo di quel cestino carico di gelse meravigliose dal sapore unico! E' raro trovarle oggi, ma non hanno più il gusto di allora..

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