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‘A purpetta ‘e Pastenache " La festa di san Valentino "

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‘A purpetta  ‘e Pastenache La festa di San Valentino  Purpette 'e pastenache fritte di san Valentino Incominciamo  a parlare dall’inizio:  e diciamo che l'origine della Festa di San Valentino prende il nome dal martire cristiano, nominato poi santo  “ San Valentino da Terni, e venne istituita nel  496 da Papa Gelasio  per  sostituire nella stessa data la precedente festa pagana delle  “ Lupercalia. ” ; Lupercalia ( rito orgiastico pgano)   ( antico rito pagano propiziatorio per ringraziarsi il dio Fauno, affinché proteggesse  le pecore e le capre dai lupi affamati, mediante una supplica, che veniva implorata nel bosco, dedicato alla Dea Giunone, ( la dea della fertilità) dalle giovine donne, che desideravano diventare gravide, perciò era permesso accoppiarsi orgiasticamente ai  loro maschi in questo periodo). La celebrazione della festa, come s’intende oggi, ossia centrata sullo...

Le 366 Fosse o campusante dei Trivece

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  Le 366  Fosse o campusante dei Trivece Struttura muraria coperta del cimitero delle 366 fosse Il cimitero è articolato in forma di quadrato perimetrato da una muratura che sul lato di ingresso ospita un edificio rettangolare destinato ai servizi. Il portale d'ingresso è sormontato da un timpano nel cui interno è raffigurato un simbolo mortuario. Ai lati dell'ingresso due grandi lapidi che narrano l'apertura del sepolcreto voluto dal re.   Che cosa erano Le 366 Fosse ed il cimitero dei Trivece? Svelo subito la curiosità. Il Cimitero di Santa Maria del Popolo (ma comunemente noto come Cimitero delle 366 Fosse, anticamente chiamato anche Cimitero dei Tredici) per la deformazione del   nome del comandante delle truppe Francesi di stanza nella zona, sulla collina di Poggioreale, durante la guerra franco – asburgica comandate dal Visconte Odetto de Foix Lautrec, che fu napolanizzato prima in Lautrecco, poi più semplicemente Lo Trecc...

I Cavalli di Frisia

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Che cosa sono i Cavalli di Frisia ? L'arma di ostacolo detta de "I Cavalli di Frisia" L’arma contrapposta all’assalto della cavalleria sono i cosiddetti, “Cavalli di Frisia “ Il cavallo di Frisia è un ostacolo difensivo d'epoca antica, quando gli eserciti si fronteggiavano a piedi o a cavallo su estese praterie. Esso era  costituito da un telaio portatile, a volte un semplice ceppo di legno, coperto con lunghi chiodi in ferro o legno, o anche vere e proprie lance, e spesso era rivestito da filo spinato per farne una barriera invalicabile. Ostacoli costruiti con cavalli di frisia e filo spinato  Il suo nome deriva dalla regione olandese, detta Frisia, dove questa arma bellica fu usata per la prima volta nel 1594 per difendere la città di Groninga dall'assalto della cavalleria spagnola. Per tale ragione i cavalli di Frisia sono chiamati in tedesco e nelle lingue scandinave  anche “ I Cavalieri spagnoli. Cavalli Frisia utilizzati sulle spiagge...

I cavalli di Bronzo

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 La storia dei Cavalli di Bronzo di Napoli 'E Cavalle 'E Bronze - a palazzo Reale di Napoli Il destriero , pare scuotere nell'aria la sua criniera e nell'ansia di ripartire A  Napoli  sono chiamati “ 'e Cavalle 'e bronze” ,  monumentali sculture equestri che sovrastano la cancellata dei giardini di Palazzo Reale nella zona prospiciente Castel Nuovo . In realtà la loro vera denominazione è “Cavalli russi” perché furono donati alla città di Napoli  dallo Zar Nicola I  nel 1846., dopo che con la propria consorte Aleksandra Fёdorovna,  aveva soggiornato nella splendida città partenopea e , dove la zarina beneficiò ottimi risultati dal clima temperato e  giovamenti efficaci al suo debole stato di salute.  Il Dono inaspettato rinsaldò l'amicizia tra le due famiglie reali e per la bellissima  accoglienza e dall'ospitalità ricevuta, i sovrani russi pensarono nel regalo delle statue di controcambiare e ringraziare così tutto il popo...

La storia di " 'A Vecchia 'O Carnevale "

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  La storia di " 'A Vecchia  'O Carnevale " Maschera doppia di Pulcinella e   " 'a Vecchia ' carnevale " E' un rito propiziatorio, è il ballo effettuato, noto come  ‘A Vecchia ‘O Carnevale, ancora  oggi rappresentato nelle zone agricole campane, Il Ballo è data dalla maschera di Pulcinella a cavallo a la Vecchia, simbolo dell’anno trascorso, che propiziava così l’inizio della festa del Carnevale.  Il rito è rappresentato da una maschera doppia, nel senso, che il medesimo interprete rappresenta sia Pulcinella e al tempo stesso una donna anziana, che lo porta sulle spalle; e lo fa sovrapponendo all’abito bianco classico, una gonna lunga  di stoffa  color rosso, e innestando la testa e la parte superiore del busto di una donna anziana (fatte di paglia o stoppa insaccate) all’altezza dello stomaco, con braccia anch’esse false, che mostrano di reggere le gambe spalancate, pure di paglia o stoppa, di Pulcinella, ...

la leggenda della storia di Marianna 'a capa ' e Napule

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La Leggenda della  statua marmorea denominata “ Donna Marianna ‘a Cap ‘ ‘e Napule” Donna Marianna 'a cap' 'e Napu le  Entrando nello storico Palazzo San Giacomo a che affaccia a Piazza del Municipio  ( attualmente sede degli uffici comunali e della Stanza del Sindaco e della relativa Giunta del Comune di Napoli), tra le due rampe di scala che portano ai piani superiori , si scorge su un piedistallo  una testa di epoca greca, da sempre considerata raffigurante Partenope,  che è diventata l’emblema della città. La famosa “ erma della Sirena Partenope, che è stata definita a furore di popolo “ Donna Marianna ‘a Cap’  ‘ e Napule” la facciata di Palazzo San Giacomo,  sede del comune di Napoli La Statua rappresenta un capo, cinto da un’acconciatura arcaica dei capelli, tipica dello stile dei caratteri stilistici di una classica scultura tardo-ellenistica. La statua dI marianna come appariva su una cartolina del XX secolo nel...