lunedì 22 ottobre 2007

Il mitici frutti del Giardino delle Esperidi


Quali frutti del Giardino dell’Esperidi sono giunti fino a noi'
  Chiamati nell’antichità anche pomi d'oro ?
Vi piace saperne di più ?  Ecco Vi ……..accontentati.



Diciamo subito che le Esperidi erano note come le “Ninfe del Tramonto” e furono generate da Nyx (la dea della Notte) e da un Titano (il gigante Atlante), e vivevano nei pressi dell’isola dei Beati sulla riva dove si riteneva iniziasse l’Oceano ai piedi di un monte, dove risiedeva anche il loro genitore, dal quale prese il nome (il monte Atlante).


L'Esperidi : le ninfe del tramonto, le guardiane del giardino degli Dei


Il Titano Atlante, fu lì relegato, perché condannato da Giove, dopo la sconfitta della sua stirpe (i Giganti) contro gli Dei Olimpici, a reggere sulle spalle la volta del cielo.
Il Titano, il gigante Atlante
come è raffigurato in una statua di marmo nel museo archeologico di Napoli





Le Esperidi erano conosciute come le guardiane del Giardino degli Dei, dove crescevano i Pomi d’oro, dono di nozze di Gaia (la dea Terra) ad Era (Giunone) quando questa si sposò con Zeus (Giove).
Erano assistite a svolgere la loro funzione da un Drago, Ladone (figlio dei Mostri primordiali Tifone ed Echidna), che era raffigurato come un mostro, avente la coda ed il corpo di un serpente con due e più teste, che emettevano suoni diversi, come latrati spaventosi di una giovane cagna per tener lonta
no chi voleva trafugare i Pomi d’oro dal Giardino degli Dei.

Il  drago, Ladone, figlio dei mostri Tifone ed Echidna







Le Esperidi erano quattro e stavano a ricordare coi loro nomi le fasi del passaggio dalla luce del giorno all’oscurità piena della Notte, ad una Notte, che cela in sé frutti d’oro.
Difatti si chiamavano una Egle, (la luce), la seconda Eritia o Eritide (la rossastra), la terza Esperia (la serale) e la quarta Aretusa (l’imbrunire ed il sorgere della notte).
I cosiddetti Pomi d’oro non erano altro che le Arance, che apparivano come mele dalla buccia aurea e con l’aiuto delle Esperidi, da cui le arance presero il nome, Ercole riuscì ad impadronirsene, sorprendendo il suo guardiano, il drago Ladone, il serpente sempre desto, che aveva il compito di non far avvicinare ai pomi divini nessuno, nemmeno le stesse esperidi.
Una volta che furono trafugate i pomi le Esperidi, rimaste sole e senza più la compagnia del Drago Ladone, iniziano a piangere ad alta voce e nel loro dolore furono trasformate in alberi, in un primo momento come pioppi neri, olmi, salici piangenti, davanti agli occhi degli Argonauti, quando approdarono sull’isola del beati e poi quando Ercole restituì i frutti d’oro ai loro legittimi proprietari, gli dei Zeus (Giove) ed Era (Giunone) divennero soltanto piante d'agrumi (Arance, limoni, mandarini) acquietandosi. .

ARANCE MEDITERRANEE, I COSIDDETTI  POMI D'ORO



Se la curiosità è piaciuta, fatevi una spremuta di arance alla mia salute e ricordate che state mangiando un frutto dedicato alla maestà degli dei

2 commenti:

  1. Ho letto gran parte delle mestieranze partenopee, nonchè alcuni miti che mi piacerebbe che raccontassi in napoletano, sarebbero esilaranti.Complimenti per il blog.

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