lunedì 27 agosto 2007

Il mito della Mozzarella

Vuoi sapere come si ottenne per la prima volta la Mozzarella ?

Vi incuriosisce chi la scoprì e la propose per la prima volta?

Vi viene l’acquolina in bocca, non vi faccio più aspettare, ve lo dico prontamente.





Mozzarella di bufala Campana

L’origine della Mozzarella

Un’antica leggenda, giunta fino ai nostri giorni, narra che Prometeo avrebbe predetto a Giove, che da lui sarebbe nata una figlia di nome Pale ed a Lei, il Fato non potendole offrire l’immortalità, perché ninfa, in cambio le avrebbe donato, non solo una lunga e straordinaria giovinezza ed il potere di regnare su tutta la natura selvatica, ma anche affidato un grandissimo segreto, che non avrebbe mai dovuto rilevare ad alcuno, neanche agli dei.
Il sommo padre Giove, temendo quella profezia, quando nacque Pale, per proteggerla, la trasferì in segreto presso una località incantevole, che allora era denominata Campania Felix, ed ordinò alle ninfe dei boschi di accudirla e di insegnarle come pascolare le bufale, che vivevano selvaggiamente.
All’alba d' ogni giorno Pale così si dedicava alla mungitura delle bufale, che pascolavano allo stato selvatico nelle paludi, e la sera, dopo un laborioso e complesso procedimento, solo da lei conosciuto, si accingeva alla filatura della cagliata, che ella otteneva dal latte munto.
Il segreto della Mozzarella si è perduto nei secoli. Quello che noi riteniamo fosse quello originario, si può dire che consiste nel fatto che dal morbido impasto perlaceo della cagliata, Pale né “ mozzava “ dei pezzi di forma sferica ed otteneva la preziosa mozzata di bufala (l’antica denominazione della mozzarella di bufala).
La ninfa, poi dopo averla preparata con cura e riposta in canestri di vimini, la ornava con ramoscelli di mirto ed altre erbe aromatiche, che n' esaltavano il sapore: tale prelibatezza era riservata esclusivamente alla mensa degli dei.

Mozzarella di bufala campana






Pietanza  "  La caprese "  (a base di mozzarella e monodoro)

1 commento:

  1. utente anonimo7 novembre 2011 08:41

    grazie Sasà! non lo conoscevo
    p.ghiara

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